Economia

E a H-Farm Luigi Di Maio "dimentica" gli attacchi del M5S contro Donadon

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Continua il rally elettorale di Luigi Di Maio. Ieri pomeriggio era in provincia di Treviso, a Cà Tron, in visita ad H-Farm, l’incubatore d’impresa e polo tecnologico fondato da Riccardo Donadon. H-Farm è da tempo una tappa obbligata per Presidenti del Consiglio e aspiranti tali. Una delle prime uscite di Matteo Renzi da Presidente del Consiglio fu la visita a H-Farm dove fu ricevuto con tutti gli onori. Nel 2015 toccò a Matteo Salvini, che dopo due ore trascorse a H-Farm pare ne uscì “ispirato politicamente”. Prima di loro, nel 2012, l’allora ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera andò in quel di Roncade per definire la “task force” per le start-up.

Luigi Di Maio incantato da H-Farm

È quindi in un certo senso “naturale” che anche il candidato Premier del MoVimento 5 Stelle voglia, come Renzi accreditarsi presso il mondo degli “innovatori” e dei creatori di nuovi modelli d’impresa. Proprio come Renzi Di Maio vuole dimostrare di poter essere un Presidente del Consiglio attento all’innovazione e al mondo della tecnologia. In poche parole la visita ad H-Farm, in quella che aspira a diventare la nostra Silecon Valley, sta diventato ormai un passaggio rituale per tutti i politici giovani smart.

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Donadon spiega a Di Maio e al consigliere regionale M5S Jacopo Berti il piano di sviluppo di H-Farm

Tutto bello, bello, bellissimo. Ma c’è un problema. Al MoVimento 5 Stelle H-Farm non piace poi così tanto. La prova sono gli esposti in Procura e le interrogazioni presentate dalla deputata M5S veneta Arianna Spessotto. Ieri Donandon, davanti ad un grande tabellone, ha spiegato a Di Maio e all’ex candidato alla Presidenza del Veneto Jacopo Berti il piano di sviluppo e di espansione di H-Farm. Perché l’azienda è una realtà in crescita che ha bisogno di nuovi spazi per la creazione di H-Campus un polo di formazione avanzato per giovani talenti.
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Peccato però che per la deputata del 5 Stelle il piano presenti «violazioni alle norme di tutela idraulica» e la tenuta «non sarebbe adatta alle edificazioni fatte e progettate». Per questo motivo la Spessotto ha presentato un esposto in Procura spiegando che «le numerosi criticità idrauliche, denunciate a più riprese dal nostro Movimento, sono state alla base della classificazione di non idoneità alla edificazione dell’area, contenuta in tutta la documentazione urbanistica esistente sin qui».

Quando il MoVimento 5 Stelle era contro H-Farm

A luglio la Spessotto ha anche presentato un’interrogazione alla Camera. Eppure questo non sembra aver minimanente turbato Di Maio e Berti che hanno commentato con stupore ed entusiasmo i progetti di Donadon per l’area di Cà Tron. Da un lato il MoVimento 5 Stelle ha quindi chiesto, in maniera ufficiale, di fermare H-Farm, dall’altro invece il candidato Premier e leader (?) del partito di Beppe Grillo fissa a Cà Tron una delle tappe del suo #rally per Palazzo Chigi.
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La deputata veneta ha più volte lanciato l’allarme sul rischio idrogeologico, il – presunto – mancato rispetto delle normative sollevando dubbi sulla concessione delle autorizzazioni. «Come si può pensare di costruire un mega campus universitario – scriveva la Spessotto – in grado di accogliere oltre 3 mila persone in un’area che, oltre ad essere interessata da una molteplicità di vincoli ambientali, paesaggistici ed archeologici, è soggetta a ripetuti episodi di allagamento ed è caratterizzata dall’assenza di un deflusso naturale per la rete idrografica superficiale? Stesso discorso vale anche per la depressione dei terreni che rendono la falda acquifera molto prossima alla superficie»
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Ma non c’era solo il problema degli allagamenti. Nel mirino del MoVimento 5 Stelle c’è stato anche l’investimento di Cassa Depositi e Presiti nell’operazione di H-Farm. Secondo la Spessotto ci sono molti dubbi sulla sostenibilità finanziaria del progetto. Per questo motivo la deputata ha presentato a giugno un’interrogazione alla Camera per sapere dal Governo «se non ritenga oltremodo rischioso lanciarsi in un investimento di tale portata, a favore di un’iniziativa oltretutto privata come quella di H-Campus». Per il M5S «ad essere in pericolo sarebbero infatti gli stessi risparmi degli italiani, raccolti e gestiti da Cdp, e ora investiti in un fondo immobiliare che consideriamo a rischio d’impresa». Ma questo ragionamento ovviamente era valido fino al momento in cui Donadon veniva considerato dal M5S “un renziano”. Ora che Renzi è sullo sfondo anche queste questioni possono essere accantonate. E finalmente anche Di Maio può entusiasmarsi per H-Farm.