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"Ha governato senza agire sui problemi", Elly Schlein spiega cosa non funziona più nella sinistra italiana

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elly schlein

Se la destra ha vinto le elezioni e ha conquistato potere e maggioranza parlamentare, buona parte della responsabilità è della sinistra che per anni ha fatto parte di esecutivi senza riuscire ad affrontare e porre rimedio a problemi che hanno colpito e intaccato il tessuto sociale del Paese. Con la fine della Segreteria del PD a guida Enrico Letta, il Partito Democratico deve decidere il suo futuro e tra i nomi che potrebbero subentrare alla guida dei dem si fa sempre più forte quello di Elly Schlein. E ora, l’ex vice-Presidente della Regione Emilia-Romagna spiega quali sono state le pecche politiche del centrosinistra e quali sono le sue idee per risollevare il partito dalle ceneri elettorali.

Elly Schlein e i problemi mai affrontati dalla sinistra in Italia

Intervistata da Stefano Cappellini per il quotidiano La Repubblica, Elly Schlein ha prima spiegato i motivi che hanno portato alla netta vittoria della destra alle elezioni Politiche dello scorso 25 settembre:

“La legge elettorale premia chi riesce a costruire coalizioni. La destra non ha aumentato i voti, li ha redistribuiti al suo interno. Il problema è che dall’altra parte le divisioni e l’incapacità di mettere in campo una visione comune hanno prodotto una netta sconfitta”.

Dunque, la destra ha vinto per manifesta incapacità degli altri non solo di realizzare alleanze costruttive, ma anche per quella mancata visione comune di temi di interesse pubblico (a livello sociale, lavorativo ed economico). Si tratta di argomenti che per anni sono stati il pane quotidiano della sinistra che, però, quando è stata al potere non ha saputo agire.

“Ha governato a lungo senza agire sulle cause profonde della precarietà del lavoro. Lavoro e povero non dovrebbero mai stare nella stessa frase”.

Il riferimento, tra gli esempi, è al Jobs Act che ha penalizzato non solo il mondo del lavoro, secondo Elly Schlein, ma anche la percezione dell’elettorato. E il futuro della sinistra potrebbe passare tra le sue mani. In attesa delle candidature ufficiali, la sua figura e personalità potrebbero essere scelte come nuova guida per il Partito Democratico. E la sua ricetta futura e futuribile ha ingredienti ben precisi:

“Limitare il ricorso ai contratti a termine e alzare subito i salari, il taglio del cuneo va fatto a favore del lavoro. Introdurre il salario minino. Serve un nuovo Statuto dei lavoratori. Se non facciamo una legge sulla rappresentanza non spazzeremo via i contratti pirata. Il problema del precariato è legato anche alla sicurezza sul lavoro, serve un grande investimento, non è accettabile morire né di lavoro né di stage”.

Lavoro e non solo. Perché il futuro del PD passa anche per le tematiche ambientali. Il futuro del Paese, infatti, va di pari passo con quello del Pianeta.