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Guido Russo, il dentista di Biella che voleva farsi fare l'iniezione nel braccio di silicone

neXt quotidiano|

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Che fosse contrario al Green Pass era chiaro già a guardare la porta del suo studio: “La presentazione del certificato verde in questo studio è esclusivamente volontaria”, recita un cartello affisso da Guido Russo, il dentista 57enne che ieri è stato denunciato per tentata truffa per essersi presentato giovedì mattina all’hub vaccinale Bver Banca di Biella indossando un busto di silicone per farsi somministrare la dose evitando però l’iniezione. Ha provato ad ingannare l’infermiera Filippa Bua, che però ha notato subito l’insolita consistenza della pelle una volta scoperto il braccio. Per le sue posizioni no vax, Russo era stato sospeso dall’Ordine mesi fa: per questo motivo aveva bisogno di un certificato di avvenuta vaccinazione che gli permettesse di tornare a lavorare.

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La truffa tentata col braccio di silicone a Biella

Sperava che l’ago, infilandosi nei falsi deltoidi gonfiati dalla plastica, non arrivasse ad entrare in contatto con la sua pelle ma si fermasse all’interno della protesi che viene spesso utilizzata nei set cinematografici per dare l’illusione dei muscoli. Cosa che avrebbe di fatto, tra l’altro, causato lo spreco di una dose. Per fortuna però l’infermiera Bua, 60 anni e una lunga esperienza con aghi e iniezioni, si è accorta di tutto, e non ha ceduto alle pressioni dell’uomo che le aveva chiesto di far finta di nulla e di iniettare il vaccino nel braccio di silicone. “Ha scoperto la spalla e mi sono accorta che il colore del braccio era strano — racconta Bua — e per un attimo ho pensato di aver fatto una gaffe, perché gli avevo chiesto il braccio che usava meno, e mi sono detta: vuoi vedere che mi ha porto quello con la protesi? Poi gli ho chiesto di scoprire l’altro ed era identico. Non volevo crederci”.

Bua racconta le difficoltà di vaccinare un no vax

“Non credo al vaccino, non l’ho fattto prima e non voglio farlo adesso – le avrebbe detto Russo dopo essere stato scoperto – ma ho bisogno del Green Pass per lavorare”. Avrebbe anche ironizzato con l’infermiera: “Non crederà davvero che questi pettorali siano miei”. Il rischio, adesso, è che qualcuno provi ad imitarlo. Gli accessi alle prime dosi sono infatti presi d’assalto da chi si sente costretto a vaccinarsi e lo fa controvoglia per ottenere il Super Green Pass: “Sono giorni difficili nei centri vaccinali – spiega Bua – perché stanno arrivando quelli più arrabbiati, che il vaccino non vogliono farlo ma si sentono obbligati. Urlano, imprecano, a volte piangono. Ma da quest’uomo mi sono sentita offesa come professionista”.