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"Lo dice la Costituzione", Francesco Guccini firma la petizione per chiedere lo scioglimento di Forza Nuova

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Guccini

Nel giro di quattro giorni, la petizione lanciata da Valentina Cuppi – Sindaca di Marzabotto (Bologna), città simbolo di una delle maggiori stragi di stampo fascista – ha quasi raggiunto quota 100mila adesioni. La richiesta al Parlamento è molto semplice e in linea con la Costituzioni e con le due leggi (Scelba e Mancino) sul tema: chiedere lo scioglimento di “Forza Nuova, CasaPound, Lealtà Azione, Fiamma Tricolore e tutti i partiti e movimenti che si rifanno alle idee e alle pratiche del fascismo”. Ed è arrivata anche una firma d’autore, quella di Francesco Guccini.

Guccini firma la petizione per lo scioglimento dei movimenti fascisti

“Le immagini che ho visto in Tv sabato scorso a Roma sono di una gravità inaudita – ha dichiarato Francesco Guccini, con le sue parole riprese proprio dalla sindaca di Marzabotto in un suo post condiviso su Facebook -. Un assalto violento e premeditato alle Camere del Lavoro, un fatto che riporta alla memoria un periodo infausto della nostra storia. Partiti come Forza Nuova, CasaPound, Lealtà Azione e Fiamma Tricolore si collocano evidentemente al di fuori della legge. D’altronde non sono io a dire che la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista è vietata. Lo dice la Costituzione. Adesso, però, è arrivato il momento di applicarla”.

La petizione, che ha quasi raggiunto le 100mila adesioni, vanno di pari passo con le mozioni presentate alla Camera dei deputati (sarà discussa a Montecitorio il prossimo 20 ottobre) e al Senato dal Pd, da LeU, dalla Sinistra Italiana con l’adesione – già confermata – anche del MoVimento 5 Stelle. Perché, come ricorda lo stesso cantautore, la legge e la Costituzione impedisce ai movimenti di ispirazione fascista di esistere e la politica può agire per decreto, senza attendere una sentenza della magistratura. Basta trovare un accordo e autenticare la matrice – per esempio – degli eventi accaduti la scorsa settimana a Roma.

(foto IPP/MIPA)