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Reddito di cittadinanza a rischio per chi è senza Green Pass

L’accesso ai centri dell’impiego è condizionato alla presentazione della certificazione verde base

green pass bar ristorante

L’intreccio tra la modifica di vecchie regole e l’introduzione di nuove (quest’ultime legate alla situazione sanitaria nel Paese) rischia di condizionare una parte dei sussidi dello Stato nei confronti dei cittadini che sono alla ricerca di un posto di lavoro. Adesso, stando alle norme vigenti, i precettori del reddito di cittadinanza sprovvisti di Green Pass base (cioè quello almeno da tampone negativo) rischiano di perdere il loro assegno mensile.

Green Pass, chi non lo presenta rischia il reddito di cittadinanza

Come riporta il quotidiano Il Messaggero, infatti, alcune modifiche inserite nella legge di Bilancio sulle regole per ottenere il reddito di cittadinanza si sono intrecciate con gli ultimi decreti legge del governo legati alla pandemia in Italia. E, in questo pentolone, ecco sobbollire un aspetto fondamentale:

La legge di Bilancio infatti ha introdotto una serie di modifiche al sussidio, tra cui quella che prevede la decadenza della prestazione di sostegno per chi non frequenta in presenza i centri per l’impiego, mentre il decreto legge del 7 gennaio scorso con cui sono state inasprite le regole sul green pass stabilisce che dal primo febbraio bisognerà essere in possesso del certificato verde base per accedere negli uffici pubblici.

In soldoni: chi percepisce il reddito di cittadinanza ha l’obbligo di frequentare i centri per l’impiego. E per accedere ai centri per l’impiego (che sono equiparati agli uffici pubblici) occorre essere in possesso della certificazione verde base. Dunque, i non vaccinati che prendono il sussidio dovranno sottoporsi a tampone ogni 48 ore. E ogni tampone (parliamo di antigenici) costa 15 euro. Insomma, buona parte del reddito di cittadinanza dovrebbe essere speso proprio per sottoporsi ai test. Test necessari per mantenere attivo il proprio reddito di cittadinanza.

Dove si può entrare senza certificazione verde

Il tema del sussidio è strettamente correlato alle ultime misure prese dal governo. Ma non è l’unico. Perché se i percettori del reddito di cittadinanza in Italia non vaccinati toccano quota 100mila, sono molti di più i cittadini che non si sono ancora vaccinati. E con l’entrata in vigore dell’ultimo decreto legge sono e saranno molti i luoghi dove non potranno accedere (ne abbiamo parlato qui). Ma alcune attività, invece, restano aperte a tutti. Anche a chi non solo non è vaccinato, ma non ha neanche il Green Pass base.

Si tratta di attività commerciali che vendono beni considerati “di prima necessità”: supermercati, farmacie, edicole e tabaccherie. Poi ci sono anche altri luoghi come i commissariati e caserme (anche se si tratta di un ufficio pubblico) per presentare denunce, ma anche ospedali, ambulatori e veterinari. Qui non servirà neanche il tampone. Poi, dal prossimo 20 gennaio, il green pass base occorrerà anche per accedere ad attività commerciali come parrucchieri, centri estetici e altri servizi alla persona (compresi i centri benessere, escluse le persone che stanno seguendo una terapia riabilitativa). E anche per i colloqui in carcere.