Economia

La Grecia sceglie Lazard per rinegoziare il debito

Il nuovo governo greco di Alexis Tsipras comincia da domenica l’offensiva diplomatica in Europa per cercare di conquistare consenso attorno alla sua richiesta di rinegoziare l’oppressivo debito di 240 miliardi di euro, anche se la Germania ha detto che non ne vuol neanche sentir parlare. Il neoministro anti-austerità dell’Economia Yanis Varoufakis, che vorrebbe una cancellazione di metà del debito, dovrebbe incontrare nel pomeriggio di oggi il suo corrispettivo francese Michel Sapin e il ministro dell’Economia di Parigi Emmanuel Macron, prima di dirigersi a Londra e Roma. Tsipras ha tentato ieri di far decrescere la tensione dei mercati, dicendo che non intende rinnegare gli impegni presi con l’Unione europea e col Fondo monetario internazionale. «Non è mai stata nostra intenzione agire unilateralmente sul debito greco», ha detto a Bloomberg. Ma il premier ha anche aggiunto che la Grecia ha bisogno di respiro per affrontare i problemi della sua economia, come l’evasione fiscale, la corruzione e le politiche che favoriscono solo la parte più ricca: «Abbiamo bisogno di tempo per respirare e creare un nostro programma di recupero a medio termine».
 
LA MISSIONE DIPLOMATICA DI TSIPRAS
Varoufakis dovrebbe avere un’accoglienza positiva in Francia, dove Sapin ha già detto che l’Ue dovrebbe essere aperta a una rivalutazione del debito, pur escludendo cancellazioni. «Noi possiamo discutere, possiamo rimandare, possiamo alleviare: ma non cancelleremo» il debito greco, ha detto il ministro francese. E il primo ministro Manuel Valls ha detto oggi, in una riunione davanti a militanti socialisti, che la Francia deve aiutare la Grecia a rispettare i suoi impegni e incoraggiare la sua volontà di restare nell’euro. L’offensiva diplomatica tuttavia non prevede però soltanto il tour del ministro delle Finanze. Ieri sera Tsipras ha parlato al telefono col governatore della Banca centrale europea (Bce) Mario Draghi, mentre sono stati messi in programma incontri con il presidente del consiglio Matteo Renzi, con il presidente francese Francois Hollane e con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker per la prossima settimana. Né Tsipras né Varoufakis, per il momento, intendono visitare la Germania, che è quella più ostile ai piani della Grecia. La cancelliera Angela Merkel ieri ha escluso una riduzione del debito di Atene, parlando col quotidiano Hamburger Abenblatt. Anche il Portogallo e la Finlandia si oppongono. Nonostante una ristrutturazione nel 2012, la Grecia è ancora schiacciata da un debito che supera il 175 per cento del Pil, un record nell’Ue. Questo debito schiaccia l’economia di Atene, che vive una profondissima crisi. Il partito di sinistra Syriza, arrivato al potere, ha promesso la fine dell’austerità e il rilancio dell’economia. Nella sua prima settimana al potere, il governo ha cancellato la privatizzazione dei due principali porti del paese, della compagnia elettrica e ha annunciato l’aumento del salario minimo. Varoufakis ha detto che non intende più trattare con il team negoziale Ue-Fmi che si trova ad Atene, dicendo che questo non ha autorità per rinegoziare il prestito. «Non voglio far perdere loro tempo», ha commentato sarcasticamente al settimanale To Vima. Alla Grecia della precedente gestione sono stati promessi altri 7,2 miliardi di euro in fondi da Ue, Fmi e Bce, ma vincolati a una valutazione sulle riforme realizzate entro la fine di febbraio. Varoufakis ha detto che il suo governo non vuole prestiti, ma ci sono preoccupazioni che il paese possa non farcela senza.
 
IL GOVERNO GRECO SCEGLIE LAZARD
Nel frattempo il governo greco ha scelto la banca francese Lazard come consulente per la preparazione di una possibile rinegoziazione del suo debito, secondo l’ufficio del ministro delle Finanze. Secondo ambienti ministeriali, è la stessa banca che ha consigliato la Grecia nel 2012 con la prima riduzione parziale del debito parziale verso i creditori privati. Il debito greco fu quindi ridotto di oltre 100 miliardi. Oggi la maggior parte del debito greco – circa 200 miliardi di dollari – è nelle mani di creditori pubblici. Il nuovo governo di Atene, guidato dal primo ministro di sinistra Alexis Tsipras vorrebbe raggiungere un nuovo accordo sul debito per realizzare un margine finanziario in più per il paese. Ma i paesi della zona euro e ieri il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno ribadito che non si può prevedere una nuova cancellazione del debito. Il nuovo governo greco “contesta” il piano di austerità imposto dalla troika «non solo perché non è buono per la Grecia, ma perché è molto negativo per tutta l’Europa», dichiara il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, in un’intervista al settimanale greco To Vima. «Non dimentichiamo che questa non è solo una crisi greca – aggiunge, secondo un estratto ripreso dal sito di Le Figaro – Abbiamo l’Italia il cui debito non è sostenibile, la Francia che sente il fiato della deflazione sulla nuca, anche la Germania è entrata in deflazione». Varoufakis è da ieri a Parigi, dove oggi pomeriggio alle 17 incontrerà l’omologo francese Michel Sapin, e nei prossimi giorni si recherà a Londra e a Roma. Nella sua agenda non è al momento prevista invece una visita a Berlino. Intanto, la maggioranza dei tedeschi vuole che la Grecia rimanga nell’eurozona. Come emerge da un sondaggio condotto da Emnid per il domenicale del Bild, il 62 per cento degli intervistati ha detto di non essere favorevole all’uscita della Grecia dall’euro. Solo il 26 per cento chiede che sia ripristinata la dracma. Naturalmente, la tendenza evidenziata non coincide con l’auspicio dei tedeschi per la cancellazione del debito della Grecia: il 68 per cento si è detto contrario, e solo il 21 per cento favorevole.