Economia

Grecia, accordo in arrivo?

I rappresentanti del governo greco e quelli dei creditori internazionali avrebbero iniziato la stesura di una bozza di accordo a livello di staff tecnici. Lo scrive il quotidiano ellenico Kathimerini citando fonti del governo greco. Sono iniziate, afferma la stessa fonte, le procedure nel quadro del Bruxelles Group per la stesura di un accordo a livello di staff tecnico. La bozza non contempla, secondo le indiscrezioni, nuovi tagli a pensioni e salari ma, invece, una riforma delle aliquote Iva e un target più basso a livello di avanzo primario nel primo anno.
 
GRECIA, ACCORDO IN ARRIVO?
Sempre secondo la stessa fonte, citata dal quotidiano, ci sono problemi causati da posizioni diverse all’interno del Gruppo di Bruxelles tanto che, si dice, l’accordo sarebbe stato già chiuso se non fosse stata necessaria un’intesa con l’Fmi. Da parte europea però si torna a smentire che si sia già a livello di stesura di accordi. Il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis a Bruxelles, ha fatto sapere che “stiamo lavorando molto intensamente per assicurare un accordo a livello tecnico al più presto. Non ci siamo ancora”. Domrovskis ha ricordato che la scadenza prevista dall’accordo del 20 febbraio per la presentazione, da parte di Atene, di un piano completo di riforme, era per la fine di aprile “e siamo a fine maggio”. Un accordo servirebbe a sbloccare la tranche di 7,2 miliardi di aiuti e completare il secondo programma di aiuti, ma anche per avviare le discussioni sulla fase successiva, dopo la fine di giugno, ha detto Dombrovskis. Se sulla possibile imminente convocazione di una riunione straordinaria dell’Eurogruppo (si e’ parlato dei primi giorni della prossima settimana) non ci sono conferme, e’ invece sicura la partecipazione del presidente Jeroen Dijsselbloem alla riunione del G7 finanziario che comincia questa sera a Dresda. Il “gruppo di Bruxelles”, composto dai rappresentanti del governo greco e dalle istituzioni coinvolte nel piano di aiuti (Ue, Bce, Fmi e fondo salvastati Esm) non sta ancora mettendo a punto una bozza di accordo, ma il negoziato prosegue intenso, secondo l’altra parte.  “Siamo vicini a un accordo che sara’ positivo per l’economia greca”, ha invece dichiarato Alexis Tsipras dopo un incontro al ministero delle Finanze con i principali ministri coinvolti nella negoziazione. “Dobbiamo trovare un accordo con tre differenti istituzioni che a volte hanno visioni contraddittorie”, ha continuato Il primo ministro greco. Intanto era emerso da fonti del governo greco che il Paese e i suoi creditori stanno stilando la lista definitiva delle riforme e dei tagli al bilancio che il governo di Atene deve applicare per poter ricevere nuovi fondi. Tuttavia, il vice presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, ha detto che c’e’ ancora molto da fare.
 
LA BCE E IL FINANZIAMENTO
La Bce ha intanto lasciato invariato il limite alle liquidità di emergenza che mantiene disponibili a favore della banche della Grecia, mediante il sistema Ela. Resta a 80,2 miliardi di euro, secondo quanto riferito da fonti bancarie greche. E’ la prima volta dal febbraio scorso che la Bce non ritocca al rialzo questa voce, ma già la scorsa settimana l’incremento, appena 200 milioni di euro, era stato il più limitato tra quelli decisi in precedenza. E nel frattempo i BTp, in linea con gli altri titoli periferici dell’eurozona, si sono apprezzati dopo le indiscrezioni su un possibile accordo tra la Grecia e i suoi creditori avallato anche da una dichiarazione del premier greco Tsipras. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005090318) e il pari scadenza tedesco termina a 132 punti dopo essersi ridotto fino a 128 punti dopo la diffusione delle indiscrezioni sul negoziato. Il finale dello spread risulta quindi in progresso rispetto ai 135 punti segnati in mattinata. I rendimenti dei decennali italiani scendono in conseguenza dell’apprezzamento dei corsi all’1,87% in calo rispetto all’avvio (1,91%) e alla chiusura della vigilia (1,94%). Successivamente il governo ellenico ha corretto il tiro. L’intesa a livello tecnico sarebbe stata raggiunta su alcuni punti chiave: ammorbidimento degli obiettivi di avanzo primario (il saldo tra entrate e spese prima degli interessi sul debito), riforma dell’Iva, delle pensioni, e alleggerimento del peso del debito. Ma effettivamente “permangono delle divergenze” che tuttavia i greci sostengono essere “tra i creditori”, ossia Ue e Fmi. “Se il Fmi avesse dato il suo avallo, l’accordo sarebbe stato già raggiunto”. Dai dati della Banca centrale greca a fine marzo sui conti correnti delle banche greche erano depositati 149 miliardi di euro di cui 5,5 miliardi che fanno capo al governo centrale. Dall’inizio dell’anno 24 miliardi di euro che hanno preso il volo e un calo di quasi il 50% per i depositi del governo centrale. La fuga dei capitali è stata costante dall’autunno ad oggi. A ottobre sui conti correnti delle banche greche erano depositati 179 miliardi di cui 10,4 miliardi del governo di Atene. Altro indicatore è Target2, che misura le passività dei paesi euro sul sistema dei pagamenti europeo. Sempre secondo i dati della banca centrale greca, a fine aprile le passivita’ Target2 di Atene ammontano a 98,7 miliardi di euro a fronte di un valore pari a zero alla voce attivi. A gennaio le passicita’ erano pari a 75 miliardi e solo 41 miliardi a marzo. In appena sei mesi le passivita’ accumulate dalla Grecia sul sistema dei pagamenti europeo sono più che raddoppiate.