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La grandine a Pescara

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Violenta grandinata a Pescara e su parte della costa abruzzese, con chicchi grandi come arance. Numerose le persone rimaste ferite, che stanno arrivando in pronto soccorso a Pescara. Nel capoluogo adriatico, in particolare, il fenomeno ha provocato danni consistenti: auto danneggiate, parabrezza e vetri infranti, tetti danneggiati. In ospedale anche una donna incinta, con ferite al volto e al capo. I pazienti, fa sapere l’ANSA in Pronto Soccorso, hanno riportato contusioni e ferite, principalmente al capo, e sono tutti da suturare.

La grandine a Pescara

Dopo aver colpito in tarda mattinata Pineto e Silvi (Teramo), un forte temporale si è abbattuto su Pescara ed è ancora in corso, accompagnato da una lunga grandinata, con chicchi del diametro da 3 a 5 cm. Numerosi i disagi per la circolazione anche nell’entroterra. Sulla superstrada che da Teramo conduce al mare automobili attualmente ferme in coda per scarsa visibilità. Nei centri abitati si segnalano i primi danni alle automobili, molte con il parabrezza sfondato dalla grandine.

 

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Si parla di danni ingenti nel capoluogo adriatico: tetti danneggiati, auto danneggiate, parabrezza e In questo video su Facebook si vede la grandine a Pescara:

Le grandinate da Piacenza a Rimini

Le grandinate hanno colpito anche l’Emilia-Romagna con ripercussioni pesanti nei campi da Piacenza a Rimini: a subire danni le colture di pomodoro e mais nel Piacentino, di cereali nel Bolognese e di pesche nettarine in Romagna. A lanciare l’allarme è la Coldiretti regionale. A Loiano (Bologna), spiega la confederazione, i danni maggiori li hanno subiti i cereali non ancora trebbiati, mentre nel Cesenate i frutteti “sono stati bersagliati da chicchi di grandine grandi come uova”. “La grandine – sottolinea Coldiretti – è l’evento atmosferico più temuto dagli agricoltori in questo momento perché i chicchi si abbattono su verdure, frutta e cereali prossimi alla raccolta provocando danni irreparabili alle coltivazioni mandando in fumo un intero anno di lavoro”. La tendenza alla “tropicalizzazione” per Coldiretti compromette le coltivazioni nei campi con costi stimati in oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

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