Opinioni

Il grande ritorno di Raffaele Marra

raffaele marra

«Sarà destinato ad altro incarico», aveva scritto Virginia Raggi su Facebook a proposito di Raffaele Marra, lo “spermatozoo che ha fecondato il M5S” secondo quanto detto da lui stesso, poi fatto allontanare da Beppe Grillo e infine attaccato per queste sue parole da Roberta Lombardi. Acqua passata ormai. La sindaca lo ha allontanato dal ruolo di vicecapo di gabinetto e lo ha messo a capo del dipartimento del Personale. Proprio da qui partirà nei prossimi mesi un turn over delle posizioni dirigenziali e dei dipartimenti che saranno collegati agli assessorati. Marra gestirà il processo dei dirigenti che vorranno passare da un settore all’altro:

Il termine per chiudere tutti gli spostamenti è abbastanza stretto: il 31 ottobre, data in cui scadono tutte le proroghe dei dirigenti soprattutto nelle posizioni apicali (dalcapo dei vigili a quello della Ragioneria). Marra non ha mai fatto mistero di voler puntare alla direzione del Commercio, settore strategico del Comune nella proiezione esterna da dove passano le autorizzazioni e i controlli sulla vita economica della Capitale. Altrimenti potrebbe rimanere dove si trova al Personale, forte di una blindatura della sindaca che ancora in molti,dentro al M5S, hanno difficoltà a spiegarsi.

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Tra i dirigenti però già serpeggiano i primi malumori su questa riforma. Soprattutto per via dello strumento utilizzato: quello dell’interpello. Ovvero: la possibilità di esprimere la propria preferenza per lo spostamento. Ma con quali criteri? Al momento si parla solo «di una scelta in base al curriculum», che in linea di massima è simile, come titoli e come esperienza, per molti burocrati capitoli. Non ci sarà una commissione, né un organismo di controllo a valutare. «Ma la scelta – dicono diversi capi di dipartimento – sarà discrezionale». Quindi in capo a Marra, il grande vincitore di questa partita. (Simone Canettieri, Il Messaggero)

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