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Il caffè “al veleno” offerto da Gramellini a Barbero

E’ una bagarre tra intelligentie quella che ha portato Barbero e Gramellini a sfidarsi sullo stesso campo: tra Dante, green pass e ipocrisie

Gramellini barbero caffe

Un caffè dedicato e chissà se poi si chiariranno davvero al tavolo di un bar Massimo Gramellini ed Alessandro Barbero. Il primo cura la rubrica tutti in giorni in prima pagina su Il Corriere della Sera, il secondo è lo storico tra i più popolari d’Italia. Oggetto del contendere è il commento di Barbero che negli scorsi giorni aveva espresso giudizi sprezzanti sul green pass, ma non sul vaccino.

Una posizione singolare che trovava radici nella teoria per cui lo stato si sarebbe dovuto assumere alcune responsabilità, soprattutto verso le vaccinazioni. Circoscrivere gli accessi ai luoghi solo per le persone munite di green pass, spiegava Barbero, rappresenta un atteggiamento ipocrita.

Il commento di Gramellini su Barbero e Green pass

Secondo il professor Barbero, illustre capofila mediatico del «pronunciamento» di oltre 350 accademici contro il green pass – scrive Gramellini – Dante avrebbe messo i politici nel girone degli ipocriti”. Di questi tempi, dopo l’intervento di Benigni, Dante è tornato di gran moda. Prima della consueta e provocatoria conclusione, l’editorialista del giornale di Urbano Cairo commenta così: “in quel girone il governo farebbe fatica a trovare un posto libero: gli ultimi, Dante li avrà già sicuramente assegnati ai docenti universitari che se ne stavano muti finché il green pass colpiva i ristoratori, ma che si sono improvvisamente svegliati dal sonno degli indignati appena la tempesta ha investito la loro piccola corporazione. Almeno dagli intellettuali ci si aspetterebbe che reagissero ogni qual volta ritengono leso il Bene Comune e non solo quando il sopruso, vero o presunto, lambisce il loro «particulare»”.

Una posizione che come al solito ha polarizzato l’opinione pubblica divisa tra pro Gramellini e sostenitori incondizionati di Barbero.