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Il governo si è accorto del rischio diffusione della variante Delta durante i festeggiamenti per l’Italia

In vista della finale di Euro 2020 il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha invitato i tifosi a “tifare con la mascherina”. Allo studio del Viminale un piano per contenere gli assembramenti nelle piazze in caso di vittoria

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Si era già visto durante la veglia per la morte di Maradona o nei festeggiamenti in Piazza Duomo per la vittoria dello scudetto da parte dell’Inter: il timore dei contagi non è in grado di fermare la passione irrazionale dei tifosi. Complice la cavalcata trionfale ed entusiasmante da parte dell’Italia, cresce la preoccupazione delle autorità in vista della finale di Euro 2020 che si disputerà domenica alle 21. In caso di vittoria – ma anche di sconfitta – potrebbero generarsi enormi assembramenti nelle strade e nelle piazza delle città più importanti, che potrebbero “determinare tanti micro-satelliti di infezione da variante Delta”, come sostiene il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. Ed è per questo motivo che il Viminale sta preparando un piano per consentire agli appassionati di seguire la partita nei luoghi di ritrovo, garantendo allo stesso tempo distanziamento e sicurezza. L’Europeo è iniziato da oltre un mese, e soprattutto le recenti vittorie della nostra Nazionale sono state festeggiate in strada con fiumi di persone, caroselli, e perfino aggressioni, come quella avvenuta a Cagliari dopo il successo contro la Spagna. Le immagini della “Fan Zone” di Piazza del Popolo, che ha ospitato i tifosi che volessero seguire il match davanti a un maxischermo a Roma, fanno il giro delle reti televisive e vengono rilanciate dai canali ufficiali della Figc, e mostrano centinaia di persone abbracciate, sudate, che urlano e si baciano prese dalla foga della partita. In occasione della finale, però, si è deciso finalmente di intervenire.

Maxischermo: ogni Comune fa come vuole

A meno di 48 ore dal fischio d’inizio nelle prefetture si stanno ultimando le riunioni dei comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica. Intanto i singoli comuni si organizzano autonomamente: a Pordenone, ad esempio, sì al maxischermo in piazza XX Settembre, con posto prenotato e mascherina obbligatoria, mentre Treviso si barrica con la sospensione da parte del Comune delle “autorizzazioni espresse o tacite, comprese quelle già rilasciate, allo svolgimento di ogni forma di intrattenimento nelle aree esterne di bar, pub e simili esercizi”. Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, non ha autorizzato la proiezione in piazza del match, e ai locali che hanno intenzione di trasmetterla pubblicamente ha promesso “controlli a tappeto”. Si valuta anche la possibilità di aprire gli stadi ammettendo soltanto tifosi muniti di green pass: a Roma se ne parla da giorni ma non è ancora arrivata una decisione definitiva, e un eventuale “sì” potrebbe spingere altre città come Napoli, Milano e Torino a fare lo stesso.

L’appello di Speranza: “Tifate con la mascherina”

Il “timore” che l’Italia vinca ha spinto il ministro della Salute Roberto Speranza a dichiarare pubblicamente di “tifare, ma con la mascherina”, e lo stesso sottosegretario Sileri ha ipotizzato: “L’ideale sarebbe mettere un obbligo di mascherina per 12-24 ore, da tre ore prima della partita, fino alle 6 del mattino”. Ci si muove ancora nel campo delle idee e le ore che separano i tifosi dal grande match sono sempre meno. Sempre di più invece sono i contagi: tra venerdì scorso e ieri c’è stata una crescita, rispetto alla settimana precedente, in ben 14 Regioni e una Provincia, in particolare nelle Marche (+131%), Veneto (+94,6%), Sardegna (+63%) e Toscana (+45,1%). In totale in Italia tra il 2 e l’8 luglio si sono contati 6.325 nuovi positivi contro i 5.099 del periodo compreso tra il 25 giugno e il primo luglio. Gli esperti temono che nel giro di 15 giorni si vedrà una salita decisa dei numeri.