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Gli insulti razzisti a Rama, "colpevole" di essere una sardina

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“Mi chiamo Rama e sono una sardina”: per un video pubblicato su Facebook in cui aveva spiegato la sua adesione al movimento delle Sardine Ramii Malik si è trovata coperta di insulti razzisti. Rama Malik è una giovane ragazza di Faenza, figlia di senegalesi, che oggi vive in Francia, dove si è laureata in Scienze politiche. In un video postato sul suo profilo il 9 dicembre scorso affermava: «Sono una sardina fuori sede. La Lega e Matteo Salvini hanno una grandissima responsabilità sul clima di odio attuale. Se prima una persona si vergognava di esternare il proprio disprezzo, il proprio odio, verso il diverso, oggi si sente quasi autorizzata a farlo. Perché quando l’intolleranza viene legittimata a livello istituzionale, queste sono le conseguenze».

Gli insulti razzisti a Rama, “colpevole” di essere una sardina

Sotto il video di Rama poco dopo sono cominciati a comparire gli insulti più classici dei razzisti italiani: “Sardina abbronzata, scimmia, ma vai a battere al tuo paese, ma va a fanculo sulla Salaria che guadagni”. Oltre agli insulti ci sono frasi come questa: “Ma il problema dove è? Italia razzista? State a casa vostra o accettate le regole siete benvenuti se entrate dalla dogana il razzismo è un altra cosa … come mai. Non andate in Svizzera in Australia in Canada ???? Spiegatemelo”. Oppure: “Revocategli (sic.) il permesso di soggiorno”.

Il caso è stato segnalato da Cathy La Torre, che con Odiare ti Costa combatte una battaglia contro l’odio in rete a suon di diffide e richieste di risarcimento danni: “È bastato un video e loro hanno interrotto le loro attività per andare a vomitare odio sul suo profilo, non rendendosi nemmeno conto che, in questo modo, stavano dimostrando in maniera pratica la teoria di Rama. Cavie involontarie, moderni cani di Pavlov a cui basta un post per iniziare a sbavare. Ebbene, Lorenzo, Franco, Salvatore e Mario, tutto questo ha un costo. E sarete voi a pagarlo. Cara Rama, non arrenderti. Non arrendiamoci. Saranno proprio le persone come te, le donne come te, le Italiane bellissime come te a salvare questo Paese”.

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