La macchina del funky

Gli assessori ombra della Giunta Raggi

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Il Corriere della Sera scrive oggi in un articolo a firma di Andrea Arzilli che Virginia Raggi sta pensando a una serie di assessori-ombra per il Campidoglio. Ovvero a nuove nomine per sgravare della paurosa mole di lavoro i nove delegati dell’attuale Giunta che ha tre elementi in meno rispetto a quella di Ignazio Marino. Ma c’è un problemino: queste nomine, se arrivassero veramente, potrebbero far saltare il conto dei “risparmi” propagandato via banner in questi giorni dal M5S Roma:

Nuove figure da inserire che prenderebbero in gestione le deleghe, alcune pesanti, dei vari assessorati (una di queste potrebbe andare ad Antonio De Santis, attivista del M5S con un incarico nell’ufficio legislativo del gruppo nella Camera, cui andrebbe quella sul Personale). Si tratterebbe di nuovi innesti senza i gradi (e la visibilità) di assessore, ma con emolumenti del tutto equiparati: 76 mila euro lordi all’anno. Così, se da un lato il numero degli amministratori resterebbe invariato, dall’altro potrebbero aumentare sensibilmente i costi in bilancio: Raggi ha fissato un tetto (5 milioni lordi) per il personale promettendo addirittura un ulteriore ritocco verso il basso (4,7 milioni), quindi molto al di sotto dei 5,3 milioni dell’era Marino. «Ben vengano tutte le riduzioni, se risparmiamo ce n’è bisogno», ha detto ieri il capogruppo dei Cinque Stelle al consiglio comunale, Paolo Ferrara. Ma aggiungendo i compensi dei tre o quattro «assessori ombra» che potrebbero entrare nel giro di nomine, i costi tornerebbero a salire in modo sensibile anche se (quasi) invisibile.

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Gli stipendi dello staff della Giunta Raggi (Il Messaggero, 17 agosto 2016)

Intanto ieri la Giunta ha votato la nomina di Stefano Bina a direttore generale di AMA ma non ha messo mano alle altre nomine che erano state preparate nella giornata e che vedranno la luce, se tutto va bene, la prossima settimana. Racconta il Messaggero:

Così, ieri la riunione di giunta, iniziata con tre quarti d’ora di ritardo e dopo un chiarimento con il capogruppo dei 5 Stelle, Paolo Ferrara (tra i sostenitori del taglio dei maxi stipendi), si è limitata ad approvare il provvedimento di nomina del nuovo direttore generale a tempo dell’Ama, Stefano Bina. Slitta il completamento dell’ufficio della comunicazione – dove alcuni addetti stampa di fatto stanno lavorando senza contratto da quasi due mesi-, slitta la nomina del delegato per Ostia che sarà assunto all’interno dello staff di Virginia Raggi.
Il vicesindaco Daniele Frongia ha spiegato: «I compensi degli staff? Abbiamo affrontato un argomento molto importante come l’ok alla nomina del dg di Ama. Abbiamo fatto poi un incontro molto produttivo sul metodo lavoro in giunta e sui prossimi temi: la presentazione di un nuovo modello di governance delle aziende che sarà discussa in giunta, il litorale e il delegato che nomineremo».

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