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Conte spiega perché ha rinunciato a candidarsi alle Suppletive di Roma (no, non c’entra Calenda) | VIDEO

L’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ospite a L’Aria che tira su La7, ha spiegato i motivi che l’hanno portato a rifiutare la proposta del Pd di candidarsi alle Suppletive per prendere il seggio lasciato vuoto da Roberto Gualtieri

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“Non mi candido perché voglio entrare dalla porta principale”. Giuseppe Conte fa chiarezza di persona sul tema politico che aveva movimentato la giornata di ieri, con il Pd che gli aveva proposto di farsi avanti per il seggio di Roma 1 (centro) in vista delle elezioni suppletive alla Camera per rimpiazzare Roberto Gualtieri, divenuto intanto sindaco della Capitale. Lo ha fatto in diretta a L’Aria che tira su La7, ospite di Myrta Merlino.

“Con Enrico Letta – spiega l’ex premier rispondendo a una domanda della giornalista – abbiamo consuetudine di sentirci, c’è un proficuo e molto franco rapporto. Di questa possibilità ne avevamo già parlato, io ho sempre espresso le mie perplessità. Mi sto dedicando a un impegno politico assorbente, la costruzione di questo nuovo corso”.

I tentennamenti di Conte sul seggio di Roma 1

Nella giornata di ieri era circolata la voce che a contribuire alla decisione di Conte di fare un passo indietro avesse inciso anche la controffensiva di Carlo Calenda, che aveva annunciato la sua candidatura in caso in cui Pd e M5s si fossero accordati sul nome dell’ex premier. “Ma lei un mezzo sì lo ha detto?”, lo incalza Merlino. “No, ne abbiamo riparlato – la replica di Conte – e Letta mi ha parlato di questa concreta disponibilità. Devo dire la verità, questa volta mi sono preso un supplemento di riflessione perché c’era una suggestione di poter stare in mezzo ai parlamentari, anche se la compattezza è indipendente dalla mia presenza. Ma io la riserva non l’ho mai sciolta. Avevo un dubbio politico e uno pratico. Sto realizzando un nuovo corso del Movimento e ho l’ambizione di presentarmi alle elezioni politiche, con un programma complesso e trasparente. Vorrei entrare dalla porta principale. Quindi la ragione pratica, l’impegno assorbente”. La possibilità di entrare in Parlamento dalle suppletive avrebbe consentito a Conte di stare fisicamente più vicino ai “suoi” con l’avvicinarsi dell’elezione del Presidente della Repubblica, uno dei momenti più importanti della storia politica del Movimento 5 stelle da quando si è affermato come forza di governo.