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L'attacco del conduttore di Zonabianca: "Orsini censurato? Ma se è sempre in tv"

neXt quotidiano|

alessandro orsini giuseppe brindisi

Il dibattito intorno ai talk show si fa sempre più acceso da quando la Rai ha deciso di annullare il contratto stipulato con Alessandro Orsini per le sue partecipazioni a Cartabianca. L’opinione pubblica si è divisa tra chi ha reputato corretto non utilizzare soldi dei contribuenti per ospitare persone che chiedono la resa dell’Ucraina e additano la Nato e l’Unione europea per l’invasione della Russia in Ucraina e chi invece ha parlato di censura. “Orsini dice di essere censurato, ma in realtà è in tv più volte al giorno e scrive per i giornali o viene intervistato”, dice Giuseppe Brindisi, conduttore di Zona Bianca su Rete4, in un’intervista a Mowmag. “Quelli come Orsini che parlano di mainstream – aggiunge – sono i primi che ne fanno parte. Gli fa comodo nella loro narrazione essere censurati”.

L’attacco del conduttore di Zonabianca: “Orsini censurato? Ma se è sempre in tv”

Per Brindisi gridare alla censura “è diventata una moda che a me fa veramente schifo”. “Provo ribrezzo per questo atteggiamento – spiega – perché non bisogna perdere un po’ di onestà intellettuale. Quando mi parlano di ‘narrazione ufficiale’, come dicono i giovani mi ‘sale il crimine’. Noi che siamo mainstream non facciamo nessun tipo di censura. Il talk deve essere una contrapposizione fra varie tesi, a parte alcuni programmi che hanno un messaggio univoco da lanciare. Quindi noi a Zona Bianca abbiamo interesse ad avere più voci e a non limitare nessuno”. La policy del suo programma è quella di non corrispondere nessun pagamento a “ospiti politici”. “Tutti loro vengono a Zona Bianca gratuitamente. Non solo i politici in senso stretto, anche gli opinionisti. Se qualcosa come produzione paghiamo, riguarda soltanto i personaggi esterni a questo ambito. Se invitiamo Al Bano, per esempio, gli riconosciamo un cachet. Ma in generale la nostra policy è di non pagare. Lo facciamo solo se hanno una funzione che può servire davvero dibattito, quindi prevediamo un ‘getton’. Ma parliamo di cifre molto molto limitate”.