Attualità

Giulietto Chiesa e la liquidazione (stoppata) di Pandora TV

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Pandora TV è la “creatura” di Giulietto Chiesa che qualche tempo fa ha messo in giro la bufala di Dijsselbloem che minacciava l’Italia fornendo una traduzione completamente errata di quanto affermava il commissario europeo sulla Manovra del Popolo. Oggi Ettore Livini su Repubblica racconta una storia che assume ad alti livelli di simbolismo per i media italiani e – soprattutto – per l’approccio malato di buona parte del pubblico ai loro contenuti: in sintesi, la tv di Chiesa stava per fallire ma dopo aver pubblicato il video fake ha ricevuto abbastanza donazioni da poter tirare avanti ancora per qualche tempo.

La pubblicità involontaria della presunta fake – rilanciata dal Movimento 5Stelle – ha però fatto il miracolo: «I like alle nostre pagine sono saliti a 88.270 – spiega orgoglioso l’ex-corrispondente de L’Unità e de La Stampa a Mosca – e ci sono arrivati nuovi contributi». Risultato: la tv nata per «svelare retroscena oscurati dai media mainstream» non morirà. Anzi, grazie a 78mila euro di donazioni rinascerà dalle sue ceneri e « lavorerà per almeno 7-8 mesi – spiega Chiesa – in attesa di nuovi finanziatori».

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Foto da: David Puente

La circostanza dei 78mila euro arrivati da donatori per aver pubblicato un video fake è una metafora meravigliosa dello stato dell’arte e della possibile evoluzione (in tragedia) per i mezzi di comunicazione: se mancano i capitali basta inventarsi una bufala che abbia molti sostenitori e si è a metà del percorso.

Pandora ha perso 200mila euro in tre anni, «il socio Chiesa – come recita il documento di liquidazione – ha versato 260mila euro a tasso zero» che non rivedrà mai più e «ha pagato di tasca propria spese e viaggi e 45mila euro per pagare i dipendenti». Un sforzo incompreso visto che all’ultima assemblea sono volate contestazioni dei soci infuriati sulla chiusura, con tanto di atti «di precisa ostilità verso l’ad» e documenti finiti tra gli omissis del verbale per «il tono polemico non troppo edificante». Ora, voltata pagina, la tv riparte.

«A spese ridotte – spiega Giulietto Chiesa – grazie al volontariato». Promette «qualche spallata potente perché – dice citando Stalin – non si può fare la frittata senza rompere qualche uovo». Il metodo è lo stesso di prima. Pensiero (se così si può dire) controcorrente – il sito apre con un intervento del turbofilosofo iper-mediatico Diego Fusaro – «per consentire alla verità di farsi strada nel mare di menzogne che sta invadendo le teste degli italiani».

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