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Il senatore leghista e i soldi dei terremotati spariti

giuliano pazzaglini 3

La procura di Macerata ha chiuso le indagini nei confronti del senatore leghista ed ex sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini per i soldi delle donazioni per i terremotati spariti. La procura contesta a Pazzaglini sei episodi di abuso d’ufficio e uno di peculato.

Il senatore leghista e i soldi dei terremotati spariti

Si parla di 120mila euro di donazioni per i terremotati che sono stati dirottati, secondo l’accusa, sul suo conto privato e su quello di società da lui gestite, che risalgono al 2017 quando Pazzaglini era primo cittadino di Visso, paese marchigiano al centro del cratere sismico del 2016. Secondo il procuratore capo Giovanni Giorgio, come riporta il Resto del Carlino, mancherebbero diverse piccole donazioni e una di circa 90mila euro da parte di Emil Banca.

giuliano pazzaglini matteo salvini

La storia venne raccontata dal Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Sandra Amurri nel gennaio scorso:

La contestazione per peculato riguarda una somma di poco più di 10mila euro, raccolta a favore dei commercianti grazie a un’iniziativa di beneficenza organizzata da Moto Nardi e dai motoclub Amici di strada e New Riders. La cifra è già stata messa sotto sequestro lo scorso gennaio, quando la procura ha notificato la chiusura di un primo filone di indagine. Diversi invece i casi di abuso d’ufficio, sempre relativi al denaro raccolto per il Comune di Visso.

Secondo le indagini Pazzaglini avrebbe chiesto ai benefattori di versare i soldi sui conti di due società, la Sibil Iniziative, di proprietà di Giovanni Casoni, ex presidente della Croce Rossa locale, ora commissariata, anche lui indagato in concorso con Pazzaglini, e la Sibil Project, intestata allo stesso senatore e a Casoni.

A chi contattava il Comune per devolvere qualcosa, il sindaco avrebbe detto che se i soldi fossero finiti nel bilancio comunale sarebbe stato complicato utilizzarli per i terremotati. Era più semplice, avrebbe detto, girarli alle due società che si occupavano di iniziative in favore di chi aveva perso tutto. In realtà per la procura l’intenzione di Pazzaglini sarebbe stata quella di avvantaggiare le società.

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