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Castellino agli agenti: “Portatece da Landini o lo andiamo a prendere noi”

La frase pronunciata dal luogotenente di Roberto Fiore a un agente mentre una frangia di manifestanti stava marciando verso la sede della CGIL

Giuliano Castellino fn daspo

Una frase rivolta a uno degli agenti di Polizia, subito dopo che una frangia violenta di manifestanti era riuscita a sfondare il cordone e aveva intrapreso la propria marcia verso la sede romana della CGIL. È quanto emerge dal dispositivo che la Procura di Roma ha avanzato al giudice per le indagini preliminari per chiedere la convalida e la conferma dell’arresto di Giuliano Castellino per i fatti accaduti nella capitale sabato 9 ottobre. E non solo. Il luogotenente di Forza Nuova- il movimento di estrema destra, di ideologia fascista – aveva un obiettivo ben fissato in mente: il segretario del sindacato Maurizio Landini.

Giuliano Castellino e la frase choc prima di assediare la CGIL

Oggi pomeriggio, alla Camera dei deputati, c’è stato il question time di Luciana Lamorgese proprio per riferire in Aula (e rispondere alla domande) su quanto accaduto nella capitale in quel pomeriggio di violenza vandalismo. La Ministra dell’Interno ha spiegato che i vertici delle forze dell’ordine hanno preferito differire l’arresto di Giuliano Castellino per evitare di acuire le tensioni di piazza, ma la sua figura era comunque stata già attenzionata (sulle spalle dell’esponente di Forza Nuova, infatti, pende ancora un Daspo urbano).

E dalla richiesta della Procura al gip emerge una frase scioccante: “Portatece da Landini o lo andiamo a prendere noi”. Queste sarebbero le parole pronunciate da Castellino a un agente, mentre la frangia estremista della manifestazione contro il Green Pass sfondava il cordone per dirigersi verso la sede della CGIL. Un piano già palesato dal palco di Piazza del Popolo.

E, secondo la Procura, in testa a quel corteo non c’era solo il luogotenente di Forza Nuova, ma anche Roberto Fiore e l’ex membro dei NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari, movimento para-terroristico di ispirazione fascista, protagonista di fatti di cronaca nera a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta). Tutti e tre, dopo la manifestazione sono finiti in manette. E c’è di più: Castellino si è rivolto a un altro agente anche fuori dal portone della sede della CGIL: “lasciatece passà, dovemo entrà”. Prima di arringare la folla che poi, nel giro di pochi minuti, ha distrutto il portone e ha devastato la sede del sindacato.