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Lamorgese spiega perché non hanno arrestato Castellino durante la manifestazione

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Giuliano Castellino poteva essere arrestato prima di condurre, in compagnia del leader di Forza Nuova Roberto Fiore, la marcia neofascista che ha portato alla devastazione della sede romana della CGIL. Il luogotenente del movimento di estrema destra, infatti, aveva e ha ancora a suo carico un Daspo urbano che non gli consente di partecipare a manifestazioni pubbliche. Eppure è lì ad arringare la folla e ad annunciare alla folla di Piazza del Popolo l’obiettivo: la sede del sindacato. Oggi Luciana Lamorgese ha spiegato i motivi del mancato arresto durante la manifestazione, arrivato solamente al termine di una giornata di violenze.

Lamorgese spiega perché Castellino non è stato arrestato prima dell’assalto alla CGIL

“La scelta di procedere coattivamente nei confronti di Giuliano Castellino – ha detto Luciana Lamorgese – non è stata ritenuta percorribile da parte delle autorità di pubblica sicurezza e da parte dei responsabili dei servizi di sicurezza che erano nella piazza nella considerazione che un intervento coercitivo eseguito in un contesto di particolare eccitazione e affollamento presentava l’evidente rischio di provocare azioni violente da parte dell’interessato e dei suoi numerosi sodali con la conseguente degenerazione della situazione dell’ordine pubblico”. Ma il suo ruolo e la sua posizione erano ben note alle forze dell’ordine e ai suoi vertici. Tant’è vero che, nel prosieguo del suo discorso alla Camera (ci sarà un “bis” il prossimo 19 ottobre con ulteriori dettagli sul caso) la stessa Ministra dell’Interno ha spiegato: “Gli elementi acquisiti consentono di focalizzare la figura di Giuliano Castellino il quale, anche in tale circostanza, si è evidenziato per un deciso protagonismo rilevatosi soprattutto nel corso del suo intervento in piazza del Popolo allorché ha preso la parola facendo riferimento alla volontà di indirizzare il corteo verso la sede della Cgil”.

La reazione di Giorgia Meloni

Parole che hanno sollevato, come inevitabile, un altro polverone politico. Già Matteo Salvini, solo qualche ora fa, ha detto di aver richiesto un colloquio urgente al Presidente Mario Draghi per palesargli i suoi mal di pancia nei confronti di alcuni ministri (e Luciana Lamorgese è l’indiziata numero uno). Poi, dagli scranni di Montecitorio, si è rivista anche Giorgia Meloni che ha accusato direttamente il capo del Viminale: “Lei viene qui e ci dice che sapeva e non ha fatto nulla. Se fino a ieri potevamo pensare che il problema fosse una sua sostanziale incapacità, oggi la tesi che ci viene a raccontare in questa aula è un’altra ed è molto più grave: quello che è accaduto sabato, è stato volutamente permesso e questo ci riporta agli anni più bui della storia italiana, è stato calcolo, siamo tornati alla strategia della tensione. Questa risposta non è solo insufficiente ma è offensiva delle forze dell’ordine perché le scene di 7 agenti lasciati a prendere bastonate davanti alla Cgil sono indegne, è offensiva delle persone che vogliono manifestare, è offensiva del Parlamento che non è fatto da imbecilli”.