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Giulia Sarti e la storia del nome di Grillo da togliere dal simbolo del MoVimento

giulia sarti

Giulia Sarti chiede durante l’incontro clandestino dei 5 Stelle con Federico Pizzarotti a Parma di togliere il nome di Beppe Grillo dal simbolo del MoVimento 5 Stelle. L’uscita della Sarti, immortalata dalle telecamere, viene poi più o meno smentita dalla stessa su Facebook:

Chiariamoci. Io sono qui a Parma per ascoltare la presentazione dello statuto comunale e che cosa vuol dire essere maggioranza e amministrare una città. Ci sono altri sindaci 5 stelle, ora sta parlando il sindaco di Pomezia e questa mattina ci sono state tante domande dei cittadini e tanta partecipazione.
Le polemiche sul simbolo non interessano ai cittadini, tanto meno a me. Non ho mai detto che voglio togliere il simbolo del M5S a Beppe Grillo (chi sono io per fare una cosa del genere??). La stampa aveva bisogno del titolone perché nessuno è veramente interessato a capire di cosa stiamo discutendo qui oggi. Ho semplicemente detto in una chiacchierata che secondo me non è stata violata nessuna regola nelle espulsioni che ci sono state fino ad oggi perché Beppe Grillo è garante del Movimento e il simbolo del m5s appartiene a lui. Questo non è un tabù e se ne può discutere. Magari in futuro questa cosa potrebbe cambiare, non certo per volontà di una Giulia Sarti qualunque, tutto qui. Godetevi la diretta da Parma.


La Sarti precisa invece nel video pubblicato dal Corriere della Sera di aver detto che quella del simbolo è una cosa su cui discutere:

Ma la curiosità più interessante è che quanto detto da Giulia Sarti era stato più o meno anticipato il 30 novembre in un articolo del Messaggero a firma di Antonio Calitri. L’articolo partiva dal racconto delle ultime settimane, difficili, del MoVimento 5 Stelle e degli attuali rapporti con Grillo:

Tutto è partito lo scorso luglio quando il Pd ha fatto saltare il tavolo sulla legge elettorale con il M5s e contemporaneamente sono avvenuti due episodi. Un Grillo arrabbiato, dal blog attaccava Renzi e minacciava che «adesso sarà opposizione dura e vera». Dall’altra Luigi Di Maio, dopo essersi confrontato con Casaleggio, annunciava che pur considerandosi esterrefatto per quanto accaduto, lasciava aperte le porte alla nuova discussione ed elencava i 10 punti per riaprire il confronto. Tutti questi episodi avevano fatto capire a entrambi i fondatori del movimento che la convivenza era agli sgoccioli. Così a Milano avevano iniziato a lavorare a tappe forzate al piano B. Anzi, dalle indiscrezioni che arrivano dal quartier generale della centralissima via Morone, dove ha sede la Casaleggio Associati, si racconta che al dossier ci starebbe lavorando da almeno un mese il vice guru Davide. Che ha previsto o come dice qualcuno, ha auspicato la rottura e ha preparato un piano per spersonalizzare il movimento, designando già il candidato premier per le prossime politiche in Di Maio.

giulia sarti grillo nome movimento
L’articolo tratteggiava, piuttosto fantasiosamente, un Casaleggio pronto a fare tutto più o meno all’insaputa di Grillo:

Nel piano che Gianroberto voleva tenere riservato anche ai più stretti collaboratori forse per non urtare la sensibilità del comico, ci sarebbe la sostituzione di due dei pilastri che hanno caratterizzato l’ascesa del movimento. Un sito web che dovrebbe sostituire pian piano come voce ufficiale il blog di Grillo che non verrà cancellato ma resterà “solo” come sito del garante. Non si sa ancora molto di come sarà il nuovo sito tranne che sarà realizzato internamente dalla Casaleggio, avrà la prevalenza del giallo, colore ufficiale del partito, sarà direttamente collegato alla piattaforma di voto elettronico degli iscritti e avrà i contenuti scritti dai fedelissimi della comunicazione e vistati solo dai Casaleggio. Il secondo punto si collega a quello che ha detto più volte Grillo ovvero che «il movimento deve camminare con le sue gambe» e per questo anche il suo nome, che fino ad ora è stato nel simbolo elettorale che ha accompagnato il movimento in tutti i suoi successi, sarà cancellato. Al suo posto dovrebbe esserci il nuovo indirizzo web del movimento.

Non è curioso che una proposta che suona come irrituale nella bocca di una deputata dipinta come dissidente, sia anche la stessa, secondo quanto raccontano i giornali, del guru del MoVimento?