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Giulia Grillo e il pandoro “senz’anima” che fa arrabbiare Lega e PD

Due giorni fa la ministra della Salute Giulia Grillo era ospite di Un Giorno da Pecora su Radio Uno. In pochi avrebbero notato la sua presenza se non fosse stata per una dichiarazione shock: la ministra preferisce il panettone (con i canditi!) al pandoro. Nei giorni ad alta tensione prima delle feste di Natale l’onorevole Grillo ha così deciso di dare una spallata ai sostenitori del pandoro che da anni combattono battaglie e a colpi di lanci di canditi e spolverate di quella “polverina” (così la ministra in trasmissione) che altro non è che zucchero a velo.

La ministra Giulia Grillo è #TeamPanettone

«Tra panettone e pandoro panettone tutta la vita, perché il pandoro proprio è senz’anima secondo me» così la ministra che subito dopo imbeccata da Giorgio Lauro che le chiede se il pandoro le ricorda il PD aggiunge «ma ecco bravo, proprio, trasparente, senza sostanza, invece un bel panettone. Che poi il pandoro quando lo mangi ti rimane un po’ pesante, no?». Invece il panettone – aggiunge Geppi Cucciari – «è il MoVimento 5 Stelle, così ricco pieno di cose, idee, contrasti ma anche delizie» la ministra è d’accordo «ecco sì, proprio così, saporito».

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De gustibus non est disputandum, tanto più che proprio tra i due dolci natalizi c’è una guerra civile in atto da tempo e quindi l’unica cosa da fare sarebbe stata quella di dichiararsi post-ideologici, né pandoro né panettone e preferire che ne so, una cassata o una qualsiasi terza via. In fondo le dichiarazioni, se così le si può chiamare, della ministra erano assolutamente scherzose. Poco prima aveva confessato di non saper cucinare nemmeno una pasta con il tonno, figuriamoci quindi che importanza può valere un’uscita del genere. Ma nulla sfugge alla deputata PD Alessia Rotta che essendo di Verona – patria del pandoro – non l’ha presa benissimo ricordando che il pandoro “fa parte della più alta tradizione dolciaria italiana” e che l’accostamento con il Partito Democratico (che però è stato suggerito da Lauro) è fuori luogo.

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Anche in casa Lega, dove da sempre si difendono le tradizioni venete come le cave e i capannoni, l’uscita della ministra della Salute non è stata gradita. Per il consigliere regionale Alessandro Montagnoli, quelle della Grillo sono : «Offese ingiustificate, senza fondamento e intollerabili a una delle istituzioni della città di Verona, soprattutto a ridosso delle festività natalizie e in un momento in cui un’azienda della nostra città, storica produttrice, sta lavorando faticosamente per risollevarsi». Per l’esponente del Carroccio le parole di un rappresentante delle istituzioni come un ministro sono vergognose. Dovrebbe rettificare quanto detto e scusarsi con i pasticcieri che da settimane sono al lavoro e con l’intera città». Per ora nessuno ha minacciato la secessione del Veneto e a quanto pare non è a rischio il percorso per la tanto agognata autonomia della Regione da Roma. Fate pur conto che se la Grillo avesse detto di preferire il pandoro al panettone sarebbe successa la stessa identica cosa ma con i politici lombardi pronti ad andare all’attacco. Forse la ministra metterebbe d’accordo tutti se dicesse che preferisce il panettone con i vaccini. Oppure si potrebbe prendere quella della Grillo per quello che è, una battuta, e occuparsi di cose più serie.

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Anche il veronese Mattia Fantinati sottosegretario M5S alla Pubblica Amministrazione era intervenuto sulla questione invitando la ministra a mangiare un vero pandoro originale e non quelli tarocchi.

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È quindi arrivata la risposta ecumenica della Grillo che ha twittato “non vedo l’ora di cambiare idea” aggiungendo che “pandoro o panettone purché sia sempre made in Italy”. È proprio vero che l’amore trionfa sempre sull’invidia e sull’odio che a Natale siamo tutti più buoni.

 

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