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Giovanni Princi: i dubbi della procura sull’amico di Luca Sacchi

Giovanni Princi, amico di Luca Sacchi, è nel mirino della procura di Roma perché la sua versione dei fatti, così come quella di Anastasyia Kylemnyk, non combacia con quella degli altri presenti

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Giovanni Princi, amico di Luca Sacchi, è nel mirino della procura di Roma perché la sua versione dei fatti, così come quella di Anastasyia Kylemnyk, non combacia con quella degli altri presenti. Racconta oggi Il Messaggero in un articolo di Marani e Mozzetti:

È lui, secondo quanto messo a verbale dai due intermediari del pasticcere di Casal Monastero – Valerio Rispoli e Simone Piromalli – ad aver mostrato lo zainetto di Anastasia Kylemnyk pieno di soldi la sera del 23 ottobre in via Latina, non lontano dal pub “John Cabot” per avviare la compravendita di marijuana. Il racconto di Piromalli e Rispoli è stato interamente trascritto nell’ordinanza del gip Corrado Cappiello con cui è stato confermato il carcere per Del Grosso e per il suo complice Paolo Pirino, accusati dell’omicidio di Luca Sacchi.

Eppure Princi nega di aver preso parte alla trattativa. Lo ha fatto all’indomani dell’omicidio quando, insieme al resto della comitiva del personal trainer, ucciso da un colpo di revolver calibro 38, e alla baby-sitter  ucraina, ha trascorso la giornata all’ospedale San Giovanni. Di fronte al pronto soccorso, ha ricostruito alcuni frammenti di quella serata come se fosse uno dei tanti malcapitati spettatori: «Una Smart “four four”  bianca con il tettuccio nero si è accostata, erano in due: uno alto,magro,  vestito interamente di nero e l’altro un po’ più basso, tarchiato con una tuta bianca con delle scritte».

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La nuova ricostruzione dell’omicidio di Luca Sacchi (Corriere della Sera, Roma 30 ottobre 2019)

Secondo la sua versione lui non li avrebbe riconosciuti: «Non avevano il volto coperto né da fasce né da cappelli, ma era buio».

Eppure, sempre dalle ricostruzioni dei due intermediari, proprio Princi avrebbe parlato prima della tragedia con Del Grosso che era arrivato sul posto rassicurandolo di andare a prenderla ,«l’erba», e portarla poi all’appuntamento. Sempre Princi nel descrivere gli aggressori ha detto: «Uno è sceso aveva in mano un bastone ma come sifa ad andare in giro così». Qual è «il grado di follia di questa gente – si era domandato – sei un pazzo furioso se esci da una macchina con un bastone in mano». Ha parlato anche di Luca (la Procura ha dato il nullaosta per celebrare i funerali, la prossima settimana) che prima di essere colpito alla testa, ha inseguito il rapinatore e «lo ha bloccato, picchiandolo.Ma in un attimo il suo complice gli ha sparato». L’autopsia conferma: Sacchi è stato anche colpito con la mazza.

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