La macchina del funky

Il Giornale e il "dossier" sui rapporti tra grillini e sabotatori del TAP

dossier grillini sabotatori

Oggi Il Giornale pubblica un’apertura inequivocabile che parla di un “asse” tra grillini e no global in  cui si racconta di un “allarme: i Cinquestelle proteggono gli antagonisti che bloccano con la violenza il gasdotto in Puglia”. “Strutture di sicurezza e di intelligence hanno monitorato la nascita e l’evoluzione del movimento No Tap (che si oppone al gasdotto in Salento) con l’escalation di violenze. Una galassia che gode dell’appoggio permanente del MoVimento 5 Stelle, con in testa la senatrice Daniela Donno, ma anche di molti intellettuali vicini alla sinistra”.
dossier grillini sabotatori
L’articolo di Luca Fazzo però, come spesso succede al quotidiano di Sallusti, è molto meno sensazionale di quanto prometteva l’apertura:

Ma chi sono i protagonisti di questa campagna? Il fronte istituzionale è guidato dai sindaci di Melendugno, Marco Potì, e di Vernole, Luca De Carlo: curiosamente,il primo è figlio di Damiano Potì, deputato socialista pugliese, che nel 1992 fu il firmatario della legge che per prima prevedeva un «acquedotto sottomarino tra Albania e Italia», l’antenato del Tap.
Accanto ai due sindaci, gli alfieri della rivolta sono Gianluca Maggiore e Alfredo Fasiello. Maggiore di mestiere fa il fonico, ma la sua passione è l’opposizione a qualunque progetto: è anche uno dei leader del comitato «No Centrale Monteroni», contro un progetto di trasformazione in biometano dei rifiuti umidi; Alfredo Fasiello invece è direttamente toccato dal progetto, perché il tubo del Tap passerebbe sotto la spiaggia «San Basilio», di cui la sua famiglia ha da anni la concessione demaniale.
Amministratore dello stabilimento è Andrea Fasiello, figlio di Alfredo, indagato e condannato per favoreggiamento nell’operazione Network, che ha portato alla luce il racket del pizzo sulla zona da parte dei clan mafiosi. Un altro attivista di spicco è Ippazio Luceri detto «il professore», già protagonista di uno sciopero della fame per la chiusura del Centro di identificazione e espulsione dei clandestini a Restinco.
Le performance di questa galassia godono dell’appoggio permanente del Movimento 5 Stelle, con in testa la senatrice Daniela Donno e i portavoce Antonio Trevisi e Antonella Laricchia, ma anche di intellettuali gauchistes con in testa lo scrittore Erri De Luca, già processato e assolto in Piemonte per istigazione al sabotaggio per i suoi articoli a favore dei no-Tav, o la blogger Marianna Lentini, digital strategist della fondazione Umberto Veronesi.

Praticamente li stanno accusando di fare politica.

Leggi sull’argomento: Tutto quello che avreste voluto sapere sul TAP (e non avete mai osato chiedere)