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Giorgia Meloni querela Rula Jebreal dopo le parole sul padre: "Le spiegherà al giudice"

Asia Buconi|

rula jubreal

A pochi giorni dal trionfo alle elezioni di Giorgia Meloni, la stampa spagnola, nello specifico “El Pais”, ha diffuso la notizia della condanna a 9 anni per traffico di droga del padre della leader di FdI nel lontano 1995. Un colpo basso, questo, giudicato da molti scorretto, anche perché Francesco Meloni, all’epoca, era già da diverso tempo lontano dalla moglie Anna Paratore e dalle figlie Arianna e Giorgia, avendole abbandonate nel 1978. Ma oggi a tornare sulla notizia è stata la giornalista palestinese (con cittadinanza israeliana e italiana) Rula Jebreal, che ha rilanciato sui propri profili social un pezzo del quotidiano Repubblica dal titolo “Il padre di Giorgia Meloni condannato per narcotraffico”.

Nello specifico, la giornalista Rula Jebreal ha scritto su Twitter in riferimento a Giorgia Meloni e alla vicenda del padre: “Lei non è colpevole dei crimini commessi dal padre, ma spesso sfrutta i reati commessi da alcuni stranieri per criminalizzare tutti gli immigrati, descrivendoli minaccia alla sicurezza. In una democrazia ci sono responsabilità individuali, non colpe o punizioni collettive”. Poi, ha aggiunto in un tweet successivo ricordando l’ormai noto episodio del video dello stupro di Piacenza condiviso da Meloni sui suoi canali social: “Questo atto implicherebbe che i richiedenti asilo sono criminali che vogliono rimpiazzare i cristiani bianchi. Ma ironicamente, il padre di Meloni era un noto narcotrafficante condannato al carcere in Spagna”.

La reazione della politica ai tweet di Rula Jebreal, FdI: “Parole vergognose”. Arriva la querela di Giorgia Meloni

La frecciata di Rula Jebreal a Giorgia Meloni ha ricevuto la condanna trasversale dei social e di molti esponenti di FdI (ma non solo). Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Francesco Lollobrigida ha diffuso un durissimo comunicato contro la giornalista palestinese:

Le affermazioni diffuse via social dalla signora, anche se è difficile definirla tale, Rula Jebreal, sono vergognose e farneticanti. Per attaccare Giorgia Meloni utilizza la storia personale del padre che la abbandonò quando aveva un anno di età e che Giorgia Meloni stessa ha raccontato di aver escluso dalla sua esistenza durante l’infanzia. Di quell’uomo fu vittima e oggi lo è anche di una giornalista senza scrupoli né alcun limite etico, che pur di aggredirla è pronta a sfruttare una vicenda dolorosa rispetto alla quale Giorgia Meloni non solo è estranea, ma ne è rimasta danneggiata sotto ogni aspetto.

La seconda questione appare ancora più grave sul piano deontologico per una persona che si definisce giornalista e opinionista televisiva, e cioè l’attribuzione di gravissime affermazioni e posizioni politiche che in realtà Giorgia Meloni mai ha pronunciato né pensato. È evidente che il risultato elettorale ha obnubilato le menti di molti, spingendoli a prendere posizioni ingiustificabili. Mi auguro che il Presidente Meloni agisca per vie legali a tutela sua, del partito che rappresenta e dei milioni di cittadini che le hanno conferito democraticamente fiducia.

E, al di là di ogni schieramento, è intervenuto in difesa di Giorgia Meloni anche il leader di Azione Carlo Calenda, che ha condannato le parole di Rula Jebreal su Twitter: “Rula, questa è una bassezza. Non si fa politica così e tanto meno giornalismo. Quello che ha fatto il padre della Meloni non c’entra nulla con lei. Cancella questo tweet che tra l’altro ha l’unico effetto di portare ancora più gente a sostenere FdI”. E, dopo Calenda, ha mostrato solidarietà a Meloni anche il pentastellato Stefano Buffagni, che ha scritto: “È capitato con il M5S, con me personalmente, e ora tocca alla Meloni essere aggredita sul piano personale. In moltissime occasioni ho attaccato Giorgia Meloni per le sue idee e per le sue dichiarazioni. Ma oggi devo dirle con il cuore: ti sono vicino, non ti curar di loro”.

Da parte sua, Giorgia Meloni ha taciuto sulla questione sollevata dalla stampa spagnola per tutta la giornata di ieri. Poi, però, è intervenuta di fronte al colpo basso di Rula Jebreal, decidendo di querelarla e di esporsi sulla questione sui social. La leader di FdI ha scritto: “Tutti sanno che mio padre andò via quando avevo poco più di un anno. Tutti sanno che ho scelto di non vederlo piu all’età di undici anni. Tutti sanno che non ho mai più avuto contatti con lui fino alla sua morte. Ma poco importa, se i ‘buonisti’ possono passare come un rullo compressore sulla vita del ‘mostro’. Evidentemente tra le tante cose che non valgono per me c’è anche il detto ‘le colpe dei padri non ricadano sui figli’. Ps. Signora Jebreal, spero che potrà spiegare al giudice quando e dove avrei fatto la dichiarazione che lei mi attribuisce”.