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Giorgia Meloni e quella pericolosa "legittimazione dell'odio": la denuncia dell'admin di Aprite il Cervello

Asia Buconi|

aprite il cervello

Con all’orizzonte un futuro governo Meloni, in Italia odiare sarà un po’ più semplice. Pensare o dire qualcosa di discriminatorio non sarà più così terribile come prima, anzi: gli odiatori potranno parlare a cuor leggero, nella convinzione che a Palazzo Chigi c’è chi la pensa esattamente come loro. Questo processo di “legittimazione dell’odio” sta cominciando già da adesso, è già in corso. E a descriverlo in tutta la sua potenza ci ha pensato la seguitissima pagina antifascista e lgbt+ supporter “Aprite il Cervello”, che su Instagram conta più di 766mila followers.

L’admin della pagina, un attivista omosessuale, ha condiviso tre giorni fa la foto di alcuni insulti che gli sono arrivati e che ben descrivono la gravità di tale meccanismo. “Spero riaprano i forni per tutti voi decerebrati di mente, poi sentire le vostra urla da fuori e ridere mentre mi fumo una sigaretta, così capite cosa vuol dire essere diversi come voi” e ancora “scrivo io per molta gente che la pensa come me, forse anche peggio”.

“E’ dal giorno successivo alla vittoria di un partito di estrema-destra in Italia che la mole di messaggi simili a questo sono aumentati a dismisura”, ha denunciato nel post l’admin di “Aprite il cervello”. “Come mai il 24 settembre non scrivevano in massa e oggi sì? La risposta è semplice. Giorgia Meloni per arrivare alla vittoria ha avuto bisogno di includere le destre più estreme. I fascisti il 25 settembre hanno votato per Giorgia Meloni e la sua vittoria è stata come una forbice che ha tagliato la museruola di decenza che avevano”.

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L’admin di “Aprite il Cervello”: “Con Meloni addio a ogni opportunità di progresso per la comunità Lgbt+”

Quando gli viene chiesto quale futuro si aspetta per l’Italia con la destra al Governo, l’admin di “Aprite il Cervello” ha le idee molto chiare: “Potremo dire addio ad una legge contro l’omobitransfobia, ad una legge sul matrimonio egualitario e ad una legge sulle adozioni per coppie dello stesso sesso. In sostanza potremo dire addio a qualsiasi opportunità di progresso e potremo continuare ad essere il fanalino di coda dell’Europa per quanto riguarda i diritti della comunità Lgbt+”.

Poi, tornando sul velenoso meccanismo di “legittimazione dell’odio”, l’attivista ha spiegato a Next: “Quello di cui molto spesso non si parla è l’effetto che tutto ciò produrrà a livello sociale. Dal punto di vista dei diritti è vero non ci sarà alcun passo in avanti, ma non è l’unica conseguenza. Il rischio concreto (che sto già provando sulla mia pelle a seguito del 25 settembre) è che molte persone si sentano legittimate e tutelate nel poter insultare, denigrare e discriminare, sapendo che nelle istituzioni ci sono quelli come loro, i loro punti di riferimento, sapendo che ‘i potenti’ sono dalla loro parte”. In breve, sapendo che a sedere nei posti che contano ci saranno proprio quelli che al naufragio del Ddl Zan hanno applaudito come tifosi allo stadio.

Ma la salita della destra al Governo non segnerà certo la parola “fine” per certe battaglie: “In questo momento sento ancora di più il bisogno di fare, il bisogno di far sentire la voce della maggioranza di italiani che aveva votato dei partiti a favore di una legge contro l’omotransfobia ad esempio e che dovranno rinunciare a ciò anche a causa della mancanza di capacità del centrosinistra di far squadra comune”, ha detto l’admin della pagina antifascista. “Tanti attivisti, molto più preparati e attivi di me, continueranno ad informare e divulgare senza mai abbassare la guardia – ha proseguito – anzi, penso che l’attivismo diverrà ancora più presente in vista di un governo tutt’altro che Lgbt friendly”.

Se c’è una parola con cui l’admin di “Aprite il cervello” sente di descrivere il futuro prossimo in Italia, quella è “instabilità”. E il motivo è semplice. Conclude l’admin: “Il problema non è un governo di destra, ma di che tipo di destra parliamo. Non parliamo di centrodestra, ma di estrema-destra, il partito di Giorgia Meloni deriva dal Movimento sociale italiano, affonda le sue radici nel post-fascismo, l’Europa ci guarda già (comprensibilmente) con per preoccupazione e diffidenza. Dubito saranno anni facili in generale per l’Italia, per quanto riguarda i diritti civili saranno anni disastrosi senza ombra di dubbio”.