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Com’è andato l’esordio di Giorgia Meloni alla COP27

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meloni alla cop27

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata oggi all’International Convention Center di Sharm el-Sheikh per la cerimonia inaugurale della conferenza sul clima delle Nazioni Unite, la COP27, che è iniziata domenica. Meloni è insieme al ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ed è stata accolta al suo arrivo dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. Non è ancora chiaro se Meloni avrà un incontro bilaterale con al-Sisi. I rapporti diplomatici tra Italia ed Egitto sono diventati complessi in seguito all’omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni, morto nel 2016 al Cairo. Questa è la prima volta che un presidente del Consiglio italiano si reca in Egitto dopo l’omicidio di Giulio Regeni.

Meloni ribadirà che l’Italia si impegna a ridurre del 55% le emissioni entro il 2030, partecipando all’impegno assunto dell’Europa, e a raggiungere le emissioni zero entro il 2050.

Gli incontri bilaterali di Meloni alla COP27

Nel corso della mattinata Meloni ha avuto un incontro con il Presidente israeliano Isaac Herzog, un incontro bilaterale con il primo ministro della Repubblica federale democratica di Etiopia, Abiy Ahmed, e uno con il primo ministro del Regno Unito, Rishi Sunak. Secondo quanto riportato da Agi, l’incontro con il presidente israeliano si è concentrato anche sulla transizione energetica. Meloni si è detta pronta a collaborare con il governo israeliano per rafforzare ulteriormente la collaborazione tra i due Paesi nell’ambito industriale e tecnologico e in particolare nel settore delle tecnologie pulite per l’ambiente. Nel corso del colloquio è stata condivisa anche una forte assonanza sulla difesa dei valori comuni a partire dalla lotta all’antisemitismo.

Oggi e domani ci sarà il vertice dei leader, in tutto 125 partecipanti tra capi di Stato e di governo, oltre ai diplomatici di 200 Paesi e al numero record di 40 mila presenze tra cui esponenti di ONG. Tra le assenze eccellenti c’è sicuramente quella del presidente della Cina Xi Jinping e del presidente russo Vladimir Putin. I partecipanti sono suddivisi in due grandi gruppi: da un lato quello dei Paesi ricchi e più sviluppati, responsabili della maggior percentuale di inquinamento globale, dall’altro il gruppo dei 134 Paesi emergenti e poveri.