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Gianluca Meranda: la procura di Milano convoca il Luca dei rubli alla Lega

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gianluca meranda

“Non posso dire di non aver mai incontrato Matteo Salvini, ma non è stato per questioni professionali. Visto il ruolo di ministro che lui riveste, posso dire di averlo incontrato in occasioni pubbliche”. Lo ha detto all’ANSA l’avvocato Gianluca Meranda, che avrebbe partecipato, in qualità di general counsel di una banca d’affari, all’incontro all’hotel Metropol di Mosca con Gianluca Savoini, sull’acquisto di prodotti petroliferi di origine russa. “Ci sono delle indagini in corso, è giusto chiarire la vicenda con i magistrati”, ha aggiunto Meranda.

La procura di Milano convoca il Luca dei rubli alla Lega

Nei prossimi giorni Meranda sarà convocato in Procura a Milano dopo la lettera inviata a Repubblica, non si sa, in quanto deve ancora essere deciso, se come indagato o come persona informata sui fatti. L’avvocato ha spiegato di essere lui uno dei due italiani che, accanto a Gianluca Savoini, il presidente leghista dell’associazione LombardiaRussia indagato per corruzione internazionale, ha partecipato all’incontro con altri russi nel quale, come emerge da un audio agli atti dell’inchiesta, si è parlato di un ‘affare’ sul petrolio per far arrivare fino a 65 milioni di dollari alla Lega. Nella lettera l’avvocato ha spiegato che la trattativa “ci fu, ma alla fine non si perfezionò”. L’avvocato Meranda, a cui ‘piace’, come appare sul suo profilo Facebook, il ‘Comitato Salvini Premier’, è partner e co-fondatore dello studio internazionale Sqlaw, con una sede a Roma e una a Bruxelles, specializzato in vari settori, tra cui diritto societario e commerciale. Nato a Cosenza il 27 gennaio 1970, come ha scritto nella lettera è lui “il banchiere Luca” di cui si parla nell’audio.

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Ha specificato “di aver partecipato alla riunione del 18 ottobre 2018 a Mosca in qualità di General Counsel di una banca d’affari anglo-tedesca debitamente autorizzata al c.d. commodity trading ed interessata all’acquisto di prodotti petroliferi di origine russa”. Inoltre ha confermato di aver conosciuto Savoini di cui ha “apprezzato l’assoluto disinteresse personale nei pochi incontri avuti in relazione alle trattative”. “I restanti interlocutori all’incontro del 18 ottobre – continua la missiva – sono professionisti che a vario titolo si occupano di questa materia (…) come spesso accade in questo settore, e nonostante gli sforzi delle parti, la compravendita non si perfezionò”. Ora il legale, dopo le opportune verifiche, dovrà essere convocato in Procura a Milano e sarà necessario trovare riscontri alla sua versione. Inoltre i pm milanesi stanno pensando a una rogatoria per capire se la trattativa sia andata in porto o meno, se sia avvenuto il trasferimento in Italia di presunti fondi illeciti e se sospette ‘stecche’ siano finite nelle tasche di funzionari russi.

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