Gianluca Meranda: chi è il Luca dell’audio con Savoini

di neXtQuotidiano

Pubblicato il 2019-07-13

L’ avvocato scrive a Repubblica: “La trattativa sul petrolio ci fu, ma alla fine non si perfezionò”

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Il Luca di cui si parla nell’audio di Savoini al Metropol è Gianluca Meranda dello studio legale internazionale “Sqlaw”, di cui è partner. Meranda ha inviato ieri una email a Repubblica per confermare la sua identità e dire che è a disposizione dei magistrati che indagano per corruzione internazionale in relazione alla storia:

Gentile direttore,

in relazione a quanto apparso sulle vostre colonne, anche in data odierna (“Moscopoli – Petrolio e Tangenti”), desidero specificare quanto di seguito. Indicato come il “banchiere Luca” nelle intercettazioni che riguardano l’inchiesta “Moscopoli”, sono in realtà un avvocato internazionalista che esercita la professione legale da più di 20 anni tra Roma e Bruxelles, anche nel ramo del diritto d’affari.

Tra i clienti dello studio (gli obblighi di riservatezza impostimi dai codici deontologici di Roma e Bruxelles presso i quali sono iscritto mi impediscono di essere più specifico) figurano compagnie petrolifere e banche di affari italiane ed estere con cui quotidianamente e da molto tempo vengono intrattenuti rapporti fiduciari di natura esclusivamente professionale. Avendo riguardo alle vicende che vi preoccupano, specifico di aver partecipato alla riunione del 18 ottobre 2018 a Mosca in qualità di General Counsel di una banca d’affari anglo-tedesca debitamente autorizzata al c.d. commodity trading ed interessata all’acquisto di prodotti petroliferi di origine russa. Confermo di aver conosciuto il dottor Gianluca Savoini e di averne apprezzato l’assoluto disinteresse personale nei pochi incontri avuti in relazione alle trattative.

gianluca meranda

I restanti interlocutori all’incontro del 18 ottobre sono professionisti che a vario titolo si occupano di questa materia, esperti sia in compravendite internazionali, sia di prodotti specifici (oil products) che in quel momento erano oggetto del negoziato. Come spesso accade in questo settore, e nonostante gli sforzi delle parti, la compravendita non si perfezionò. Apprendo quindi con stupore dagli organi di stampa che questo incontro avrebbe indotto una Procura del Repubblica ad avviare una inchiesta per reati come corruzione internazionale o finanziamento illecito ai partiti.

Confesso apertamente di non votare più da circa dieci anni.Non mi sono mai occupato di finanziamenti ai partiti. Non ho mai avuto incarichi in nessun partito e non ho intenzione di cominciare proprio adesso. Da uomo di legge so bene che non tocca a me stabilire se e quale reato sia stato commesso e, semmai dovesse esserci un’inchiesta, sarei a totale disposizione degli inquirenti. Da uomo libero e di buoni costumi, tuttavia, spero che il Paese si libererà presto di questo non più sopportabile modo di fare politica.

Meranda, scrive Repubblica, dice che la trattativa sul petrolio ci fu, ma alla fine non si perfezionò” e che non sa nulla di episodi di corruzione internazionale. Ora verrà ascoltato dai magistrati di Milano.

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