Economia

La Germania vuole la Grecia fuori dall'Europa

Il piano presentato dalla Grecia per l’estensione di sei mesi dei prestiti (ma non del memorandum) piace all’Europa ma non alla Germania. Il portavoce del ministero delle Finanze tedesco considera insufficiente la richiesta di Atene di estendere il programma di prestiti europei: «Non corrisponde ai criteri concordati lunedì dall’Eurogruppo», spiega, aggiungendo che «non è una soluzione sostanziale» ed è «un finanziamento-ponte che non adempie pienamente alle condizioni del programma di aiuti». E questo nonostante la Commissione europea avesse evidenziato segnali positivi nella lettera inviata oggi dalla Grecia alle autorità europee, in vista dell’eurogruppo straordinario previsto a Bruxelles nel pomeriggio di domani. «Vediamo segnali positivi nella richiesta della Grecia, che possono aprire la strada verso un compromesso ragionevole nell’interesse della stabilità finanziaria di tutta la zona euro», aveva detto il portavoce dell’Esecutivo Ue, Margaritis Schinas, durante il punto stampa quotidiano della Commissione europea a Bruxelles e poco prima dell’uscita della Germania.  Il governo greco aveva chiesto l’allungamento di 6 mesi del prestito per «dare respiro» alla società e per avere il tempo necessario «per negoziare con i partner senza ricatti e tempi stretti».

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L’infografica del Sole 24 Ore sul salvataggio della Grecia nel 2009

LA GRECIA CHIEDE SEI MESI PER NON MORIRE
Il documento è stato inviato al presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, e sarà ora esaminato dai funzionari dell’Eurozona, che dovranno decidere se è stato correttamente formulato. A questo punto potrebbe essere convocata un’altra riunione dell’Eurogruppo, per l’approvazione definitiva. Il giornale greco Ekathimerini aveva raccontato che ieri sera i funzionari del governo stavano lavorando fino a notte fonda sul documento, riepilogandone i punti principali. Djisselbloem ha annunciato su Twitter di aver ricevuto la richiesta. Secondo quanto scrive il quotidiano greco il governo dovrebbe chiedere una proroga al Master Financial Assistance Facility Agreement, il nome ufficiale del contratto di finanziamento del Fondo europeo di stabilità finanziaria. Il contratto prevede però che l’assistenza finanziaria alla Grecia sia nel rispetto dei termini del memorandum, che contiene le riforme su cui il precedente governo si è impegnato e che Syriza ha contestato. Samaras aveva fatto la stessa richiesta nel dicembre dello scorso anno.
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UN COMPROMESSO IRRITUALE?
Il compromesso è necessario, secondo i greci per soddisfare entrambe le parti, poiché ciò significherebbe che Atene può evitare di usare la frase «l’estensione del programma esistente» e i creditori possono evitare di utilizzare il termine «contratto di finanziamento». In sostanza, però, ci sarebbe poca differenza tra la richiesta di Samaras e i termini del memorandum dovrebbero essere comunque rispettati per attivare l’erogazione dei prestiti. La lettera del governo greco, che chiede all’Eurozona un’estensione dell’accordo di assistenza finanziaria, e’ un segnale “positivo” e “apre la strada a un compromesso”, secondo quanto dice il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. “Juncker – ha sintetizzato Margaritis Schinas, portavoce della Commissione – ha avuto numerosi contatti tutta la notte e ha visto dei segnali postivi questa mattina nella lettera, che apre la strada a un compromesso ragionevole nell’interesse della stabilita’”.Il ministro delle finanze greco, Yanis Varoufakis, ieri professava ottimismo sull’intesa con i partner europei per l’estensione del programma di aiuti. «Siamo sulla strada giusta – ha detto parlando ad Atene – sono ottimista e al massimo chiuderemo venerdì. La nostra proposta sarà scritta in modo tale che soddisferà le esigenze della Grecia e quelle del presidente dell’Eurogruppo».

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