Economia

La Germania chiede a Tsipras di rinunciare al suo programma contro l'austerità

«Non ricattiamo nessuno e non ci faremo ricattare»: così risponde il governo greco dopo la mossa della Bce, che ha deciso di anticipare il rifiuto come collaterale dei bond di Atene per i suoi prestiti. Secondo la fonte il sistema bancario greco è «assolutamente sicuro» ed è «salvaguardato dal meccanismo dell’ELA», il fondo della banca centrale per la liquidità di emergenza. Secondo la fonte le banche greche hanno avuto il via libera per prelevare 10 miliardi di euro aggiuntivi, se necessario, dai fondi di emergenza.
 
LA GERMANIA CHIEDE A SYRIZA DI RINUNCIARE AL SUO PROGRAMMA
Ma è difficile che la trattativa vada a buon fine se la Germania chiede a Syriza di rimangiarsi le sue promesse anti austerity e tornare a seguire la politica economica dei suoi predecessori, come, secondo un documento diffuso ieri da Reuters, pare che Berlino abbia in animo di fare oggi. Il documento che Reuters ha potuto consultare è stato preparato dalla Germania per l’incontro dei ministri delle finanze della zona euro in programma oggi.  Il documento tedesco ha sottolineato che Atene non deve rimangiarsi nulla dei tagli e delle riforme fatte finora dalla Grecia per migliorare le finanze pubbliche e riguadagnare la fiducia del mercato. «E’ ovvio che questi suggerimenti non saranno accettate dal governo greco. Essi si scontrano con il mandato conferito dal popolo greco, e questo non aiuta nela prospettiva di crescita dell’Europa», ha detto un funzionario del governo greco a Reuters. Il nuovo governo guidato da o Syriza sinistra, eletto il 25 gennaio, vuole ufficialmente svelare il suo programma in questo fine settimana. Ma i ministri hanno già promesso pubblicamente di aumentare il salario minimo, bloccare le privatizzazioni di attività nazionali, riassumere i lavoratori del settore pubblico licenziati senza giusta causa e ripristinare una gratifica natalizia per i pensionati poveri. «L’Eurogruppo ha bisogno di un impegno chiaro e deciso dalla Grecia per garantire la piena attuazione delle misure di riforma chiave necessarie per mantenere il programma in pista», sta scritto nel documento tedesco. «L’obiettivo è la perpetuazione del programma di riforma concordato, che copregrandi aree come l’amministrazione delle entrate, la fiscalità, la gestione delle finanze pubbliche, le privatizzazioni, la pubblica amministrazione, la sanità, le pensioni, l’assistenza sociale, l’istruzione e la lotta contro la corruzione».
 
LA TROJKA RIMANE AL SUO POSTO
Il documento tedesco chiede anche alla Grecia di rimangiarsi i propositi bellicosi nei confronti della Grecia.  Invita inoltre Atene a dichiarare che onorerà  i propri impegni di rimborso del debito verso la BCE, il FMI, la zona euro nonché prestiti bilaterali dai paesi che sono stati concordati nell’ambito del primo programma di salvataggio. Il governo greco deve anche accettare l’indipendenza della banca centrale greca. Berlino vuole che la Grecia raggiunga un avanzo primario di bilancio prima del pagamento degli interessi del 3 per cento del PIL nel 2015 e al 4,5 per cento nel 2016, riducendo l’occupazione nelle amministrazioni pubbliche e attuando le riforme delle pensioni che legano contributi e prestazioni, mantenendo il salario minimo ribassato ma facendo uso della contrattazione salariale decentrata. «Sulla base di questi elementi siamo pronti ad intensificare ulteriormente la nostra cooperazione con la Grecia per favorire la crescita e creare nuovi posti di lavoro. Su base bilaterale, nonché in un quadro europeo», conclude lo scritto. «Il documento del ministero delle finanze tedesco mostra che il governo ha formalmente avviato i negoziati», ha detto il funzionario del governo greco. Intanto i tassi sui titoli di Stato decennali della Grecia salgono di un punto all’11%. Nell’Ela, le banche greche potranno usare i titoli di Stato del proprio paese a garanzia delle linee di credito che però arriveranno attraverso la banca centrale ellenica, che si assume rischi e costi dell’operazione. Infatti, la liquidità arriva alla banca centrale greca attraverso l’Eurosistema e dunque aumenta le passività su Target 2 della stessa banca centrale greca. A fine dicembre il passivo su Target 2 era di circa 49 miliardi. Ovviamente gli istituti greci possono accedere sempre ai finanziamenti della Bce nel caso portino a garanzia titoli di Stato stanziabili di altri paesi.