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Medici obiettori, l’UAAR vince a Genova

Il Comune aveva vietato l’affissione della pubblicità che chiedeva consapevolezza sull’obiezione di coscienza tra i medici. Il TAR ha cancellato la decisione

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Il Tar della Liguria ha accolto il ricorso presentato dall’Uaar contro il Comune di Genova che aveva vietato di affiggere i manifesti con le immagini di uno stetoscopio su un camice verde e di una croce su una tonaca scura e la scritta: «Testa o croce? Non affidarti al caso. Chiedi subito al tuo medico se pratica qualche forma di obiezione di coscienza».

Medici obiettori, l’UAAR vince a Genova

Il Comune aveva motivato il no sostenendo che quella locandina fosse «lesiva della libertà di coscienza individuale nonché dei diritti delle confessioni religiose». Per il Tar, invece, quel manifesto non è offensivo, ma piuttosto invita a informarsi in merito all’orientamento del proprio medico rispetto all’interruzione volontaria di gravidanza. Secondo il collegio dei giudici, presieduto da Luca Morbelli, il bozzetto inviato dall’Uaar all’amministrazione comunale si limita «ad accostare il simbolo religioso all’orientamento teologico tradizionalmente espresso dalla religione cattolica in merito all’interruzione volontaria di gravidanza» e «pone l’accento sulla necessaria ponderazione nella scelta del medico curante».

La campagna “Testa o croce? Non affidarti al caso” ha campeggiato negli ultimi mesi su manifesti sparsi su tutto il territorio nazionale (da Bologna a Ragusa, da Ravenna a Savona, da Palermo a Biella, da Cagliari ad Ancona). Tutto o quasi. Il Comune di Genova ha infatti rifiutato le affissioni adducendo come motivazione «una possibile violazione di norme vigenti in riferimento alla protezione della coscienza individuale» e «al rispetto e tutela dovuti a ogni confessione religiosa». Delibera contro la quale l’Uaar il 28 gennaio scorso ha presentato il ricorso in questione.

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