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La gaffe della ministra Santanché su Bagnaia campione e la Sampdoria

Asia Buconi|

santanché bagnaia

Ieri il torinese Pecco Bagnaia è riuscito nell’impresa storica di laurearsi campione del mondo in MotoGp. E lo ha fatto in sella a una moto italiana, la Ducati, senza mai arrendersi, anzi: riuscendo a rimontare 91 punti in otto gare e quattro mesi, grazie a un’ottima seconda parte di stagione. La vittoria di Bagnaia è stata (a ragione) celebrata dal Paese intero e su di essa si è espressa pure l’attuale ministra del Turismo Daniela Santanché che però, nel commentare il trionfo, si è lasciata andare ad una battuta che, invece di suscitare risa o di essere percepita come un complimento, ha fatto indignare molti.

Nello specifico, la ministra di Fratelli d’Italia, a margine di Eicma (ovvero l’esposizione universale delle due ruote alla Fiera di Milano), ha detto: “La vittoria dei Mondiali di Moto Gp rappresenta l’eccellenza dell’italianità: Bagnaia ha vinto non con forza e potenza, ma con abilità e know how italiano e dimostra la quintessenza dell’italianità. È come se la Sampdoria avesse vinto la Champions League”.

La gaffe che fa discutere della ministra Santanché dopo la vittoria di Bagnaia

Le dichiarazioni della ministra Santanché sulla vittoria di Bagnaia non sono piaciute ai più. E il motivo è semplice: quanto affermato dalla meloniana è sembrato fuori luogo soprattutto a causa del momento critico che la società (e la squadra) blucerchiata sta attraversando. Per questo molti hanno visto nelle parole di Santanché una gaffe più che un complimento. Non solo: c’è pure chi ha accusato la ministra di aver sminuito con le sue parole la vittoria di Bagnaia, di aver insomma ridimensionato il talento del torinese mal celebrando un’impresa che finirà di fatto negli annali della MotoGp.

Bagnaia, infatti, ieri ha davvero scritto la storia, regalando alla Ducati il successo Mondiale 15 anni dopo Casey Stoner, interrompendo così il digiuno che durava da troppi anni. Il binomio Bagnaia-Ducati, inoltre, è il primo interamente italiano ad imporsi nella classe regina del motociclismo dopo 50 anni, il che rende la vittoria del pilota italiano ancora più luminosa. Insomma: Santanché avrebbe potuto scegliere parole più adatte per celebrare questo italianissimo trionfo storico.