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Il leader dei “no pass” di Milano prova a impietosire i suoi fan: “Ho 1 euro sul conto, aiutatemi”

Gabriele “Zeno” Molgora, leader dei “no pass” di Milano e recentemente perquisito nella sua abitazione, chiede aiuto ai suoi proseliti su Telegram per pagarsi le spese legali dopo le denunce ricevute

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Il suo conto corrente è agli sgoccioli e così ha chiesto aiuto al suo “popolo”, quello dei “No Green Pass”, per pagarsi le spese legali. Gabriele “Zeno” Molgora, il 19enne considerato la “mente” dietro le proteste degli scettici del certificato verde a Milano, ha pubblicato la foto del suo estratto conto – in cui ci sono appena 1,64 euro – e il relativo iban per chiedere una mano con gli avvocati. Il 23 novembre la sua abitazione era stata perquisita su delega di Alberto Nobili, il responsabile dell’antiterrorismo milanese: gli agenti gli hanno sequestrato un’accetta ed un coltello, oltre a ritirargli a scopo precauzionale due armi regolarmente denunciate con licenza di porto d’armi ad uso sportivo.

messaggio telegram zeno no green pass

Il giovane è indagato per istigazione a delinquere aggravato dal mezzo telematico ed era già stato denunciato per aver preso parte ad iniziative No Green Pass non preavvisate. Inoltre, dallo scorso settembre è stato sottoposto dal questore di Milano Giuseppe Petronzi a daspo urbano. “Sono sempre stato incensurato e ad oggi sono nella m**da – ha scritto Molgora sul suo canale Telegram per il lancio della raccolta fondi – e ho sempre cercato di non fare trasparire i miei problemi personali. Sono stufo di passare per imbroglione perché metto a disposizione una carta per le donazioni. È l’ultima cosa che avrei voluto fare perché oltre ad essere molto orgoglioso sono sempre stato assolutamente contro ma ad oggi mi scontro con la realtà. Per combattere insieme a tutti voi sono a casa senza lavorare ed ho una bambina di pochi mesi da sfamare. Ci ho messo la faccia fin dall’inizio e sono sempre stato sincero e leale nei vostri confronti come una grande famiglia”.

Sono già numerose le persone che hanno deciso di donare e c’è già chi, per protestare contro la perquisizione condotta a casa del giovane, ritenuta una persecuzione, propone di andare “tutti a Milano il 27”, dando seguito alla mega manifestazione organizzata dal ragazzo. Alcuni lo definiscono “prigioniero politico”, e tra le accuse nei suoi confronti c’è quella di aver inviato su Telegram mille certificazioni verdi intestate ad altrettante persone differenti. Per gli inquirenti il diciannovenne avrebbe creato “una situazione di intossicazione informativa, disorientando gli stessi manifestanti talora forse non consapevoli di dare seguito ad indicazioni di un organizzatore malevolo e virtuale”.