Fact checking

La storia del furgoncino bianco dei vaccinatori dell’ASL di Taranto

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«Taranto, vaccini in classe: allarme tra i genitori». Così titolava un paio di giorni fa Byoblu, il blog dell’ex responsabile della Comunicazione al Senato e in Europa del MoVimento 5 Stelle Claudio Messora. Una notizia inquietante ed ancora più sconvolgente è la “ricostruzione” che Byoblu dà della vicenda. Stando al racconto di Messora la ASL di Taranto si è presentata all’Istituto comprensivo Cesare Battisti per vaccinare i bambini durante l’orario di lezione. Addirittura il tutto sarebbe avvenuto all’insaputa dei genitori e qui senza il loro consenso.

Il furgoncino bianco dei vaccinatori della ASL di Taranto

A rendere ancora più inquietante la ricostruzione di un episodio che in molti hanno definito “da dittatura sanitaria” c’è il fatto che  la ASL si è presentata a scuola «con un furgone bianco, senza iscrizioni di alcun tipo». Esattamente come accade nei migliori film sui complotti della CIA. Evidentemente i medici della ASL temevano di essere riconosciuti durante il tragitto e non volevano allarmare la popolazione. La fonte dell’informazione è “un genitore esponente di un gruppo di Taranto”. Ovvero ad un gruppo free-vax che è stato allertato da un “dipendente della scuola”.

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Se i genitori non stati informati la scuola invece era preparatissima visto che «avrebbe anche preparato il lettino e la sala per accogliere i medici della ASL». L’autore dell’articolo sembra voler dare l’idea di una scuola compiacente ai dettami di una inesistente dittatura sanitaria. Una volta entrati a scuola i medici avrebbero poi provveduto, prosegue l’anonimo informatore, a somministrare i vaccini contro il Papillomavirus, la meningite, e quello quadrivalente contro Morbillo, parotite, rosolia e varicella.

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La prossima volta è consigliabile usare un furgone bianco con la scritta “GELATI”. Dà meno nell’occhio

Dall’articolo, così incredibilmente ricco di dettagli e particolari non è chiaro poi quanti bambini siano stati vaccinati e di che età fossero. Ad esempio il vaccino MRPV si somministra intorno all’anno di età con un richiamo a sei anni, quello contro il papillomavirus a partire dai 12 anni mentre quello contro la meningite dipende se si tratta del Meningococco A o B (o il tetravalente). Inoltre il vaccino anti HPV e quelli contro la meningite non sono nemmeno obbligatori.

Cosa è successo davvero alla Cesare Battisti di Taranto

Byoblu  conclude dicendo che «Un paese nel quale il sacro zelo delle ASL nell’effettuare le vaccinazioni in classe (anche quelle non obbligatorie) appare poco commisurato a una città come Taranto, dove mancano le TAC e dove si ammalano di cancro il 30% di bambini in più rispetto alla media nazionale, cui spesso la malattia viene diagnosticata in ritardo». NeXt Quotidiano ha invece scoperto che le cose sono andate diversamente. Innanzitutto la Cesare Battisti (che fa parte del sesto circolo Giulio Cesare Viola) è una scuola secondaria di primo grado, ovvero una scuola media.

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Alcuni dei commenti all’articolo di ByoBlu

La scuola fa poi sapere che non c’è stato nessun pulmino bianco arrivato di soppiatto. Sono state eseguite delle vaccinazioni, come ha confermato a ByoBlu anche il dirigente del Dipartimento di Prevenzione della ASL tarantina ma non quelle contro il morbillo. L’intervento della ASL nella scuola era stato richiesto espressamente da alcuni genitori che erano presenti il giorno della vaccinazione. Nessuna violazione del consenso informato, come paventano alcuni e nemmeno si può parlare di “sacro zelo” come scrive la redazione di ByoBlu. La vaccinazione quindi è stata richiesta dai genitori di circa una quindicina di alunni e non è avvenuta “all’insaputa” di nessuno. Tant’è che nei giorni precedenti la scuola aveva inviato una circolare per informare dell’arrivo dei medici dell’ASL. In poche parole la storia è una bufala che diffonde un allarmismo ingiustificato.

Le reazioni del popolo free-vax

La notizia dell’arrivo dell’ASL in una scuola di Taranto si è diffusa rapidamente nei gruppi dei sostenitori della libertà di scelta in campo vaccinale. Come prevedibile molti hanno pensato ad un piano per le vaccinazioni di massa eseguito senza il consenso dei genitori  e hanno parlato apertamente di “dittatura”.

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Molti genitori erano già sul piede di guerra, pronti a paragonare la Lorenzin a Stalin e a proclamare la “sovranità” come unica strada per salvarci. Altri hanno ricordato come queste cose si facessero già in passato, quando però dei vaccini non erano note “le reazioni avverse e i pericoli”.

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Piano piano si fa strada il dubbio, c’è chi si chiede se quella del furgoncino dell’ASL di Taranto non sia la “tipica notizia per farci commentare e utilizzare ad arte tutto l’indotto generato”. Ma – spiega un genitore più informato – non è questo il caso: Byoblu è un grande sostenitore della causa. Insomma non è una trappola per incastrare i free-vax.

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Non tutti i genitori che commentano la notizia però ritengono che la versione della storia sia corretta. Anzi, ritengono plausibile che la ASL sia andata a scuola a vaccinare e cercano di placare gli animi spiegando che se i genitori hanno firmato il consenso allora “è tutto ok”. Altrimenti basta non firmare e non consegnare il libretto sanitario e nessuno vaccinerà il bambino contro la volontà dei genitori. Mentre qualcuno si preoccupa per la privacy di chi non viene vaccinato (“nessuno dovrebbe sapere chi non viene vaccinato”) c’è addirittura che accoglie la notizia con un certo sollievo, almeno le esclusioni scolastiche servono a qualcosa se risparmiamo ai nostri figli uno spettacolo così raccapricciante.

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Una mamma però taglia corto: “Byoblu fa allarmismo inutile”, sentenzia. E posta lo screenshot tratto da un altro gruppo di free vax.

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Alcuni genitori hanno infatti autonomamente fatto il fact checking della notizia e scoperto che già in un’altra occasione gli alunni erano stati vaccinati a scuola.

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Il documento non è quello relativo alle vaccinazioni avvenute alla Cesare Battisti ma riguarda un’altra scuola di Taranto. Anche in quell’occasione la Dirigente scolastica informava che tutti gli alunni che ne avevano fatto richiesta e per i quali era stato compilato il modulo del consenso informato potevano aderire alla campagna scolastica di vaccinazione contro l’infezione da meningite meningococcica. La campagna è rivolta ai nati del 2006 (che quindi hanno 12 anni) e riguarda solo i vaccini contro la meningite. La presenza dei genitori non era indispensabile (ma nemmeno vietata) e ovviamente era necessario portare il libretto delle vaccinazioni.

Foto copertina via Google Maps