Cultura e scienze

Franco Battaglia e Greta Thunberg “vittima di mercanti di bambini”

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Il professor Franco Battaglia ha dato spettacolo ieri a Otto e Mezzo da Lilli Gruber definendo Greta Thunberg una “vittima di mercanti di bambini”. La ministra per le pari opportunità Elena Bonetti ha definito su Twitter “gravi” le parole di Battaglia.

Franco Battaglia e Greta Thunberg “vittima di mercanti di bambini”

Nell’intervento Battaglia esordisce proprio con la frase “Penso che Greta sia una vittima di mercanti di bambini” perché, sostiene, “stanno protestando per una cosa di cui non conoscono i termini, visto che dicono che il clima collassa per la CO2 emessa dall’uomo. Se il loro problema è l’inquinamento stanno colpendo il bersaglio sbagliato”. Questa è la pagina delle pubblicazioni scientifiche di Franco Battaglia.

C’è però un rapporto scientifico dell’IPCC che spiega le conseguenze dell’aumento della temperatura globale di 1,5° rispetto al periodo precedente alla rivoluzione industriale. Perché non bisogna dimenticare una cosa: sugli effetti del surriscaldamento globale il consenso scientifico (ovvero di coloro che si occupano dell’argomento in maniera scientifica) è coeso. Non è Greta Thunberg che una mattina si è svegliata e ha deciso di fare la Cassandra dell’Apocalisse. È scientificamente appurato che la CO2, l’anidride carbonica, emessa dalle attività umane sia la causa principale del riscaldamento globale. Sono le emissioni delle attività industriali ad aver causato un aumento vertiginoso di CO2 nell’atmosfera durante gli ultimi cento anni. Che i mutamenti climatici abbiano una causa antropica, ovvero siano causati proprio da noi e non dal Sole, dai moti millenari o da congiunzioni astrali è più che dimostrato. E così sul Giornale e sul blog di Nicola Porro viene rilanciata la “petizione anti-gretini” di 200 scienziati che consigliano di non aderire a politiche di riduzione dell’anidride carbonica nell’atmosfera. Ed è interessante notare che mentre l’IPCC ha prodotto studi e rapporti scientifica questa petizione si fonda su singole dichiarazioni e prese di posizione di scienziati anche illustri. Dichiarazioni che non sono uno studio scientifico ma la nota fallacia retorica dell’Argumentum ad Auctoritatem. Nel secondo intervento il professor Battaglia parla proprio dell’IPCC e dice che “il grafico di questa previsione mostra che c’è una netta discrepanza tra le previsioni e le misure che sono state poste in essere, quindi la congettura è sbagliata”.

Franco Battaglia e la querela a Beppe Grillo

Battaglia non è nuovo a questo tipo di uscite. Qualche tempo fa ad Anno Zero definì Chernobyl una “colossale mistificazione mediatica” e spiegò che il nucleare era sicuro:

Dopo quell’intervento Beppe Grillo lo attaccò in un comizio per il referendum sul nucleare tenuto l’11 maggio 2011 a San Benedetto del Tronto: Vi invito a non pagare più il canone Rai – disse il comico rivolto al pubblico -. Io non lo pago più perché non puoi permettere ad un ingegnere dei materiali, nemmeno del nucleare, parlo di Battaglia, un consulente delle multinazionali, di andare in televisione e dire, con nonchalance, che a Chernobyl non è morto nessuno. Io ti prendo a calci nel culo – così Grillo – e ti sbatto fuori dalla televisione, ti denuncio e ti mando in galera». Per queste frasi Grillo è stato condannato definitivamente in Cassazione per diffamazione a pagare 50mila euro di risarcimenti.

Anche gli Amici della sc… sc… Scienza del Foglio negano il cambiamento climatico

Battaglia non è certo solo nella sua posizione. Va segnalata anche l’opinione di Giuliano Ferrara che da mesi martella sul Foglio (e assieme al Foglio) contro gli ambientalisti. C’è l’editoriale dove l’Elefantino se la prende con Greta per “procurato allarme” e quello dove “spiega” che è sbagliato credere che “l’ominicchio abbia potere sul clima”. Ed in effetti noi ce la prendiamo tanto con Feltri e Libero, ma se c’è un quotidiano che ha pervicacemente continuato a sollevare dubbi sul riscaldamento globale è proprio quello diretto da Claudio Cerasa.

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Il che se ci si pensa bene è ancora peggio visto che spesso e volentieri Il Foglio si pone come paladino della scienza contro l’antiscienza (ad esempio su vaccini e Xylella, per citarne un paio). Il Foglio come baluardo della razionalità scientifica e scientista però quando si tratta del global warming ci ha propinato perle come l’articolo “Sicuri che il clima sia peggiorato?” dove ci rivela la grande truffa: “Siamo convinti di vivere in un ambiente degradato. Ma le condizioni odierne sono molto migliori del passato“. Ci si sofferma sugli sponsor della barca di Greta, perché è meglio attaccare la persona o il personaggio. Oppure si esprime preoccupazione per un ambientalismo “che gioca con il capitalismo”.

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