Fact checking

Francesca Burri: la consigliera M5S che blocca il Municipio III per una faida interna

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Continuano i malumori interni al MoVimento 5 Stelle al Terzo Municipio dopo la revoca della delega all’assessora ai Lavori Pubblici Patrizia Brescia, nei confronti della quale le opposizioni avevano presentato una mozione di sfiducia a causa dell’assenteismo in Commissione trasparenza e dell’inefficacia della sua azione amministrativa, ora c’è una nuova grana da risolvere per la Presidente del Municipio Roberta Capoccioni.
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Il pasticcio del numero legale durante la discussione sul bilancio

Sembra ormai evidente che a creare i problemi maggiori per la giunta municipale e la Capoccioni sia proprio il suo stesso partito. L’ultimo episodio è avvenuto ieri quando il Consiglio del Municipio III avrebbe dovuto votare il bilancio. Votazione che non c’è stata perché è venuto a mancare il numero legale a causa di una discussione tra la Capoccioni e la consigliera (nonché capogruppo M5S e Presidente della Commissione ambiente) Francesca Burri. La Burri aveva infatti chiesto (insieme ad altri consiglieri ed attivisti) le dimissioni dell’assessora al bilancio Giovanna Tadonio, moglie di Marcello De Vito, Presidente del Consiglio Comunale di Roma Capitale sulla quale pesa il fatto (che per i Cinque Stelle è grave anche se legale) di essere stata chiamata per nomina diretta dalla Capoccioni dal momento che non era candidata alle amministrative. La discussione sul bilancio, che era stato presentato il 22 novembre era iniziata mercoledì 23 novembre ed è proseguita anche ieri visto che, almeno stando al cronoprogramma dichiarato dal MoVimento 5 Stelle sulla pagina pentastellata del Municipio III avrebbe dovuto essere approvato entro oggi, venerdì 25 novembre.
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Ma alla luce dei fatti di ieri è possibile che l’approvazione del bilancio possa slittare di qualche giorno, anche perché da ieri la tanto attesa risposta dell’aula annunciata dal MoVimento non è ancora stata pubblicata. Sulla stessa pagina non c’è alcuna menzione relativamente a quanto accaduto in Aula ieri.
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Le faide interne al MoVimento 5 Stelle

Ma non è la prima volta che Burri e Capoccioni arrivano ai ferri corti e lo scontro di ieri certifica come la maggioranza Cinque Stelle sia sempre più spaccata al suo interno. In un articolo di fine settembre la Burri viene definita “leader della minoranza interna del M5S” e già in passato la Burri era stata costretta dalla Capoccioni a ritirare due atti presentati in Consiglio. Inoltre c’è da tenere conto del fatto che la Burri risulta essere una delle consigliere più attive per quanto riguarda la presentazione di atti e proposte, e questo sua attivismo potrebbe essere la ragione dei dissidi con la Presidente Capoccioni. Soprattutto alla luce del fatto che le commissioni non stanno lavorando quanto dovrebbero, ad esempio a settembre la Commissione Bilancio si era riunita soltanto tre volte. Anche la giunta pare non si sia riunita così spesso: solo sette le convocazioni da parte della Capoccioni tra luglio e settembre. Chi ha seguito la vicenda della revoca della nomina all’assessora Brescia ricorderà come uno dei problemi denunciati dalla ex assessora fosse il fatto che la Capoccioni non l’avesse messa nelle condizioni di operare e fare il suo lavoro. Inoltre durante la discussione di ieri sul bilancio Riccardo Corbucci (PD) ha fatto notare su Facebook che il Presidente del Consiglio municipale e la Giunta  non erano nemmeno in aula.
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E il Municipio III non è un municipio qualunque per il MoVimento visto che qui è di casa, oltre a Marcello De Vito e consorte, anche la deputata 5 Stelle Roberta Lombardi. Crea non poco imbarazzo quindi che sulla questione del Tmb Salario la Burri abbia presentato assieme al consigliere M5S Massimo Moretti una mozione (poi bocciata grazie al voto delle opposizioni) che chiedeva l’aumento dei turni dell’impianto da due al giorno per cinque giorni a tre al giorno per sette giorni in modo da contrastare le esalazioni. Proposta che però è in contrasto con la linea tenuta dalla Capoccioni e degli attivisti del quartiere che da anni chiedono invece la chiusura del Tmb Salario e che hanno chiesto la revoca dell’incarico di presidente della commissione ambiente alla Burri. C’è da rilevare che anche la Sindaca Raggi sul Tmb Salario ha le idee piuttosto confuse, visto che qualche settimana fa aveva dichiarato che andava rimesso in funzione (nota bene: non è mai stato chiuso).

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Virginia Raggi con Francesca Burri durante la campagna elettorale per le amministrative

Secondo alcuni la guerra tra Burri e Capoccioni, che si combatte su più fronti da mesi, non farebbe altro che certificare l’esistenza di uno scontro in atto in seno al MoVimento tra le posizione della Lombardi (molto vicina alla Presidente del Municipio III) e la Sindaca.
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Il gruppo ambiente del M5S romano, al centro Burri e Raggi

Una decina di giorni fa la Burri aveva votato (assieme ad altri due consiglieri Cinque Stelle) a favore di una mozione presentata dal Partito Democratico che chiedeva alla giunta di condividere gli atti politici con il consiglio municipale, in nome della trasparenza e di quanto previsto dal TUEL. A pagare lo scotto degli scontri interni alla maggioranza del Municipio III sono naturalmente i cittadini. Ma evidentemente i consiglieri preferiscono ballare per strada per invitare a votare No al referendum costituzionale invece che occuparsi del merito delle questioni relative all’amministrazione della cosa pubblica.

Indicativo che nel video del balletto  (al quale tra i tanti anche Roberta Lombardi ha messo “mi piace”) non compaiano né la Burri né Moretti, ovvero due dei consiglieri infedeli alla linea della Presidente Capoccioni.