Opinioni

La foto tagliata dai sovranisti per far sembrare il rider un migrante in giro con la quarantena

Su Twitter da qualche ora sta spopolando una foto, ritwittata da profili con bandierine italiane, che mostra tutta l’ingiustizia dell’attuale situazione nell’emergenza Coronavirus: una signora costretta a mostrare documenti e autocertificazione alla polizia mentre a sinistra si vede un cattivone che può girare indisturbato. Ma quella foto, tu guarda il caso, è stata tagliata.

rider consegne domicilio italiano multato

Infatti questa è la versione originale della foto, che ci fa scoprire che la persona che sta andando in bicicletta ha un valido motivo per farlo: è un rider di Glovo e sta lavorando.

rider consegne domicilio italiano multato 1

Ieri sera il maestro Milo Manara ha dedicato un suo disegno proprio ai rider, lavoratori “invisibili” dell’emergenza Coronavirus. Racconta oggi il Fatto Quotidiano che pur essendo considerati “essenziali”da tutti gli ultimi decreti ancora oggi molti rider consegnano cibo a domicilio senza mascherina e guanti tanto da spingere la Cgil a passare a una nuova iniziativa giudiziaria: una causa contro l’app Glovo affinché sia obbligata dai magistrati a fornire i dispositivi ai fattorini. I ricorsi sono stati presentati in diverse città come Roma, Milano e Firenze.

I rider sono considerati autonomi dalle aziende, ma per la Cassazione hanno diritto alle tutele dei dipendenti,soprattutto sulla sicurezza. “Ai sensi del decreto legislativo 81 del 2008 –si legge nell’atto firmato dai legali Carlo De Marchis, Andrea Circi e Matilde Bidetti –il datore è tenuto a mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature idonee ai fini della salute”. Pochi giorni fa, Glovo ha scritto ai suoi addetti giustificandosi: “Abbiamo iniziato a distribuire mascherine, guanti e gel igienizzante in coordinamento con i partner. Tuttavia, stiamo scontando tempi di attesa più lunghi di quelli previsti, per le difficoltà di rifornimento”.

La Cgil ha citato in giudizio la piattaforma spagnola perché chi ha segnalato i problemi lavora proprio con quest’azienda. Ma non è l’unica a non aver assicurato strumenti anti-contagio. Finora le multinazionali del food delivery hanno semplicemente chiesto ai rider di adottare precauzioni: niente contatti con i clienti e frequenti lavaggi di mani. Le app, però, hanno detto ai fattorini di dotarsi autonomamente di mascherine e gel igienizzanti. Questi ultimi sono fondamentali perché i rider non sempre dispongono di lavandino e sapone. Loro compito, tra l’altro, è anche sanificare lo zaino nel quale trasportano il cibo pronto, cosa che porta con sé altri costi.

Secondo i sindacati autonomi e confederali, le società non possono limitarsi alle raccomandazioni, ma devono garantire effettivamente a tutti i dispositivi, interrompendo le consegne in caso di impossibilità. Poi ci sono quelli con le bandierine nel profilo ma vabbeh, questa è un’altra storia.

Leggi anche: Matteo Salvini e la bufala della Svizzera che ti accredita 500mila franchi con un foglio