Fact checking

Cosa c'è dietro la foto di Di Maio con il fratello del boss a Cesa

luigi di maio salvatore vassallo zì nicola

Qualche giorno fa il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio si trovava a Cesa (Caserta) per un incontro con i comitati del No al referendum costituzionale. Come sempre accade dopo il dibattito si va a mangiare un boccone al ristorante da qualche parte. C’è poi il momento in cui il titolare (o il cuoco o lo staff) si fanno la foto di rito con il personaggio famoso di turno, magari da appendere al muro nella bacheca dei trofei che molti ristoranti hanno e che ha lo scopo di essere “a garanzia di qualità” e della riprovata bontà del locale.

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Michele Verde è stato candidato al Consiglio Comunale di Cesa per il M5S alle ultime amministrative

Indovina chi viene a cena?

Il problema per Di Maio è stato che il titolare del locale – Zì Nicola di Cesa – si chiama  Salvatore Vassallo, fratello del pentito del clan dei Casalesi Gaetano e a sua volta sotto processo per disastro ambientale, con l’accusa di aver avvelenato il territorio della Terra dei fuochi, in particolare l’area tra Giugliano e Parete. Il deputato a 5 Stelle si è giustificato spiegando al quotidiano Il Mattino «Sono stato a Cesa lo scorso 2 novembre per un incontro organizzato dagli attivisti del movimento sul No al Referendum – ha detto – Dopo l’evento gli attivisti mi hanno portato a cena in un ristorante della zona. Non conoscevo i proprietari e come spesso accade mi hanno chiesto una foto. Avrò fatto centomila foto in questi anni. Non avevo idea di chi fossero. È una foto scattata prima di andare via. Io lotto tutti i giorni contro chi ha avvelenato la nostra terra e non voglio minimamente che una foto possa intaccare anni di battaglie. Il movimento 5 stelle è in prima linea nella lotta alla criminalità. Io la camorra la voglio distruggere e non ho nessun contatto con queste persone».
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Ed è vero in fondo, Di Maio molto probabilmente non sapeva chi fosse Salvatore Vassallo o di chi fosse il ristorante. Come già accaduto per la famosa foto con Dino Tredicine in piazza durante la manifestazione contro la Direttiva Bolkestein il Vicepresidente della Camera ha semplicemente acconsentito a farsi scattare la foto, come ha fatto altre centomila volte.

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Salvatore Vassallo con Luigi Di Maio

Al di là del fatto che se una cosa del genere fosse successa ad un esponente del PD (o di qualsiasi altro partito) il MoVimento ci avrebbe fatto migliaia di fotomontaggi per spiegarci che sono tutti collusi Di Maio ha ragione, se non conosceva Vassallo (e dice di non conoscerlo) non poteva di certo chiedergli il certificato penale o il curriculum prima di farsi scattare la foto. Che poi, foto o non foto, cortesia vuole che se il titolare del ristorante viene a salutarti e tu sei un personaggio pubblico non puoi mica rifiutarti di farlo. Il problema però è che non sembra credibile che gli attivisti del MoVimento, che hanno organizzato l’evento e presumibilmente prenotato il ristorante per la cena, non sapessero di chi fosse il locale e chi fosse Vassallo.
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Raffaele Bencivenga è stato il candidato sindaco del M5S alle scorse amministrative

Eppure alcuni di loro, come ad esempio Giacomo Di Martino Raffaele Bencivenga e Amelia Bortone (questi ultimi due sono pure consiglieri del Movimento 5 Stelle al Consiglio Comunale di Cesa), che risultano amici del profilo Facebook dello Zì Nicola e che hanno condiviso entusiasticamente le foto di Vassallo con Di Maio avrebbero dovuto saperlo bene di chi era Vassallo e quali erano i suoi legami di parentela. L’ultima cosa che si siaspetta da persone che condividono foto come questa
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è quella di organizzare una cena di un parlamentare del MoVimento – e soprattutto del Vicepresidente della Camera – in un locale appartenente a Vassallo. Qualcuno lo chiede anche sulla bacheca di Bencivenga: come è possibile che gli attivisti di Cesa non sapessero di chi era il locale? È quello il vero fatto grave, non la foto di Di Maio.
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E avrebbero dovuto saperlo perché Gaetano Vassallo, considerato il referente dei casalesi sul territorio di Cesa, è stato in passato assessore all’ambiente proprio nel Comune di Cesa. Insomma Vassallo teoricamente rappresenta proprio tutto quello che i pentastellati di Cesa dovrebbero combattere. Eppure non si fanno nessun problema a portare una figura istituzionale di altissimo profilo come Di Maio nel ristorante del fratello. Possibile che non ci fosse altro posto dove portare Di Maio a cena?
EDIT: Il M5S replica alle polemiche con un comunicato:

“Alcuni membri del Pd, come polli in batteria, sono partiti all’attacco di Luigi Di Maio, reo di aver fatto una foto con uno sconosciuto in un ristorante, in cui e’ stato portato dopo un evento sul ‘no’ al referendum. I membri del Pd continuano a dimostrare la loro disumanita’ nei confronti di un uomo che nella ‘Terra dei fuochi’ c’e’ nato e che si e’ sempre battuto contro chi ha avvelenato quella terra e ha inquinato l’aria con i roghi tossici, facendo nomi e cognomi, compreso quello del boss in questione”. Cosi’ Giulia Grillo e Luigi Gaetti, capigruppo M5S alla Camera e al Senato.
“Non avendo a cosa attaccarsi, il Pd trae spunto dal nulla, da una delle migliaia di foto che a Luigi vengono chieste ovunque vada. Ma sono i fatti quelli che costituiscono il valore di un uomo, non le parole. Evidentemente il Pd, che non crediamo possa vestirsi del manto della purezza, soprattutto in quella terra, avra’ una guida dei ristoranti che sono vicini a personaggi ambigui- dicono Grillo e Gaetti- Stupisce poi che lo stesso Pd attacchi Luigi Di Maio quando il sindaco renziano di Cesa e’ spesso a cena proprio li’, con tanto di foto pubbliche sulla pagina del ristorante”.
E allora, concludono i capigruppo grillini, “guardino piuttosto alle loro colpe rispetto a quella terra martoriata dalla camorra e dai suoi loschi traffici e governata da loro. Il Movimento 5 stelle e’ nato per combattere proprio quell’idea di Paese, quella criminalita’ che pensa di essere superiore a tutti. Non solo allo Stato, ma anche all’aria che lei stessa respira ogni giorno. Il Pd, invece e’ nato per fare comunicati stampa”.