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L'ideona di Forza Nuova per salvare Alitalia

alitalia forza nuova

Roberto Fiore si è messo in testa un’idea meravigliosa per salvare Alitalia. Il leader di Forza Nuova, reduce dall’aver scambiato un tizio con un tirapugni per un poliziotto infiltrato, ha deciso che il vettore nazionale che tanti e gloriosi destini dell’Italia accompagnò non deve fallire. E così il «Segretario Nazionale di Forza Nuova e Presidente del partito paneuropeo Alliance for Peace and Freedom. Cattolico, sposato e padre di undici figli» comunica la sua ideona per fermare il declino della compagnia di bandiera: il governo deve acquistare biglietti per rimpatriare i clandestini.

C’è un modo semplice per salvare Alitalia, ma per attuarlo ci sarebbe bisogno di un Governo serio e deciso a prendere due piccioni con una fava, senza timori politicamente corretti.
È vero che, secondo gli assurdi vincoli Ue, lo Stato Italiano non potrebbe aiutare Alitalia, è pur vero, però, che Frontex lamenta un basso numero di espulsioni e che, ad esempio, Marocco, Nigeria e Tunisia hanno assunto impegni più o meno vincolanti con l’Italia per i rimpatri.

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È una provocazione?
Niente affatto. Considerando che tra clandestini certificati, detenuti, sfruttatori, prostitute, spacciatori e delinquenti vari, almeno un milione e trecentomila immigrati da espellere sono presenti sul nostro territorio, 15.000 nella sola Castel Volturno, basterebbe che il Governo acquistasse, alla media di poco più di 300 euro (322 euro, ad esempio, costa oggi un biglietto di sola andata Roma-Lagos) un milione e trecentomila biglietti per garantire alla ex compagnia di bandiera quei 400 milioni di cui ha bisogno. I primi 1000 voli potrebbero già partire nei prossimi 100 giorni.

Fiore deve aver scambiato il fallimento di Alitalia con lo sciopero dei taxi.