Economia

Fondi europei, la classifica della vergogna

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I fondi strutturali europei sono lo strumento principale di investimento per la politica di coesione dell’Ue, impiegati per favorire la crescita economica e occupazionale degli Stati membri e la cooperazione territoriale europea. Oltre al Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), c’è il Fondo sociale europeo (Fse) — concentrato su occupazione, istruzione, formazione, inclusione sociale e capacità istituzionale — e il Fondo di coesione (Fc), dedicato a trasporti e tutela dell’ambiente negli Stati membri meno sviluppati. L’insieme dei fondi strutturali e di investimento europei (Sie) è composto infine dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) e dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Feamp). Il Corriere della Sera pubblica oggi una classifica che raggruppa i dati di spesa per i fondi europei nella programmazione 2014-2020 dalla quale si evince che sono stati utilizzati soltanto 880 milioni dei 73,6 miliardi totali disponibili; non solo: il computo totale dei fondi spesi nel FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) ammonta a zero in Abruzzo, a Bolzano, in Campania, nel Lazio, in Sicilia, in Umbria e in Puglia: ovvero per la massima parte in regioni che avrebbero bisogno più delle altre di investimenti.

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Fondi europei, la classifica della spesa (Corriere della Sera, 18 aprile 2017)

A parziale scusante, spiega Sergio Rizzo nell’articolo del Corriere, va detto che l’impiego effettivo dei fondi europei procede sempre piuttosto a rilento nei primi due anni di ogni programma settennale, e questo per comprensibili ragioni tecniche:

Bisogna predisporre i piani che devono passare il vaglio di Bruxelles, quindi fare i bandi e infine assegnare i finanziamenti. Le procedure possono quindi essere talvolta inizialmente complicate. Da questo punto di vista l’Italia ne sa purtroppo qualcosa più degli altri, visto il tempo (più di un anno) che se n’è andato soltanto per superare le osservazioni europee ai nostri piani. E questo è di sicuro il primo problema. Il risultato è che nella classifica della spesa siamo già gli ultimi fra i maggiori Paesi destinatari dei finanziamenti continentali, dietro Polonia, Germania, Francia e Spagna.

Ma i risultati finali sono questi. E il ragionamento vale anche per gli altri stati europei, che però hanno speso di più.