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Quello che i “no pass” non hanno capito del focolaio Covid alla Scala di Milano

Alla Scala di Milano c’è un focolaio di Covid tra i componenti del corpo di ballo. I no vax e no pass credono al fallimento delle misure anti-contagio, ma non è proprio così

scala milano coronavirus

Hanno esultato, convinti del trionfo delle proprie idee, all’idea che la Prima della Scala di Milano avesse generato un focolaio di Covid. I no vax hanno rapidamente mandato in trend l’hashtag #Scalainfetta alla notizia che alcuni componenti del corpo di ballo del teatro sono risultati positivi, credendo che questo implicasse l’inefficacia del Super Green Pass, necessario per assistere allo spettacolo.

I contagi alla Scala partiti una settimana fa

La presenza in sala di esponenti considerati responsabili dagli scettici del vaccino di aver imposto la “dittatura sanitaria” in Italia, tra i quali il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il virologo Roberto Burioni, agli occhi degli odiatori della rete è sembrata un’occasione ghiottissima. Peccato che le cose siano, ovviamente, più complicate di quanto un hashtag su Twitter possa esprimere. Il focolaio sarebbe infatti partito una settimana fa, ben prima dell’evento di gala avvenuto martedì. Inoltre, beffa delle beffe, a generare il tutto sarebbero stati tre maître de ballet no vax. Dal teatro filtra infatti la notizia che più di un quarto del corpo di ballo, formato complessivamente da 80 persone, non si è ancora vaccinato. In totale, dei 12 positivi registrati, 9 non hanno ricevuto il farmaco.

Nessun contagiato tra gli spettatori in platea

Nessun focolaio tra gli invitati, dunque, come si auspicavano i più radicali. Loro, peraltro, erano tenuti ad esibire il Super Green Pass, mentre per i lavoratori dello spettacolo, ballerini inclusi, bastava il Green Pass base, ottenibile anche con un tampone. Solo oggi si conoscerà l’esito del nuovo giro di test molecolari a cui sono stati sottoposti non solo i danzatori ma anche sarte, truccatori e tutti i lavoratori che si sono trovati ad avere a che fare con questa produzione. Fino a pochi giorni fa infatti il tampone ogni giorno era obbligatorio solo per i ballerini e non per gli insegnanti, che però indossano la mascherina durante le prove.