Economia

FMI ed Europa litigano sul salvataggio della Grecia

«Le serie divergenze e le contraddizioni tra i creditori, Unione europea e Fondo monetario internazionale, ostacolano i negoziati» con la Grecia. A dirlo è il governo di Atene, che sottolinea che a causa di ”questa impossibilità di intesa tra le istituzioni non può esserci un compromesso». Per questo il governo greco assegna «la responsabilità esclusiva» dello stallo nelle trattative ai creditori internazionali. Il nodo del contendere, secondo quanto aveva scritto stamattina anche il Financial Times, è l’insistenza dell’Fmi nel chiedere una riforma delle pensioni greche, mentre le autorità europee privilegerebbero le riforme fiscali. Con questa mossa il governo di Atene ha rimandato la palla nel campo dei creditori, che devono trovare un’intesa tra di loro prima di tornare a chiedere sforzi alla Grecia.
 
LA GRECIA LASCIA A LITIGARE UE E FMI
E così l’esecutivo di Atene ha anche certificato la divisione interna dei suoi creditori, che hanno disegnato strategie differenti per la risoluzione della crisi. Scrive il Sole 24 Ore:

Secondo l’esecutivo guidato da Alexis Tsipras lo scenario è il seguente: Ue e Fmi seguono «strategie differenti» sulla Grecia, con la prima che chiude a una ristrutturazione del debito e il secondo che non cede su pensioni e lavoro. Una «grossa contraddizione» alla luce della quale il governo di Atene, si legge in un comunicato, «ha deciso di non legiferare sulle riforme prima di un accordo» tra i creditori stessi. Una posizione negoziale non priva di una sua logica, visto che la stessa Commissione europea prevede nelle stime primaverili il debito greco al 180,2% del Pil nel 2015. Con questi dati ha offerto all’Fmi sul piatto di argento la possibilità di chiedere un haircut, un taglio del debito, visto che le riforme da sole non basteranno a raddrizzare i conti.

Il Fondo monetario internazionale intanto ha dettato una nota alle agenzie di stampa in cui ha confermato che la Grecia potrebbe avere bisogno di un “taglio del debito” (haircut) ma ha smentito quanto riportato stamattina dal Financial Times, secondo cui i suoi funzionari hanno spinto per un’ampia svalutazione del debito sovrano della Grecia in mano ai creditori europei nel corso della riunione dell’Eurogruppo del mese scorso a Riga (Lituania). Stando a quanto riferito da un portavoce dell’istituto di Washington, “durante l’Eurogruppo di Riga del mese scorso, il Fondo non ha spinto per un ampio ‘debt relief’, come invece scritto dalla stampa. Nell’incontro Poul Thomsen, responsabile del dipartimento Europeo del Fondo, ha sottolineato il compromesso che deve essere fatto per raggiungere un accordo nelle attuali trattative”. In pratica, sostiene il Fondo, più i target sono lontani dagli impegni raggiunti nel 2012 nell’ambito del piano di aiuti “maggiore sarà il bisogno di addizionali fondi e di maggiore ‘debt relief’ per rendere il debito della nazione sostenibile”.
 
LE PERIPEZIE DI VAROUFAKIS
Nel frattempo il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis ha iniziato il suo tour europeo in vista dell’Eurogruppo ma da Bruxelles, dove oggi ha incontrato il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, fa sapere che sul negoziato tra Atene e i suoi creditori vede “grandi progressi”, ma nessuna intesa finale. Varoufakis, che una decina di giorni fa era stato oggetto di forti critiche da parte dei colleghi all’Eurogruppo di Riga, è stato impegnato da questa mattina in un giro delle capitali europee: oltre che a Bruxelles, oggi è stato anche a Parigi da Michel Sapin, domani andrà a Roma, da Pier Carlo Padoan e nei giorni successivi in Spagna. Lunedì prossimo, all’Eurogruppo, “avremo sicuramente una discussione fruttuosa che confermerà i grandi progressi raggiungi e sarà un passo avanti verso l’accordo finale”, ha detto a Bruxelles Varoufakis. Anche Moscovici si tiene nel vago e parla di “progressi significativi del gruppo di Bruxelles”, ovvero i rappresentanti di governo greco e istituzioni (Ue, Fmi, Bce, Efsf) che stanno trattando per sbloccare l’ultima tranche da 7,2 miliardi del programma di aiuti internazionali. L’incontro è servito anche a “preparare un Eurogruppo utile per lunedi’” prossimo, quando è in programma a Bruxelles la riunione dei 19 ministri presieduti da Jeroen Dijsselbloem