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La fine della storia dei gamberetti a Ischia

alessandrodamato|

Alla fine il vulcano non c’entrava niente con la storia dei gamberetti rinvenuti sulla spiaggia di San Montano a Lacco Ameno sull’isola di Ischia. La ricostruzione più plausibile del fenomeno in un evento definito come anomalo ed episodico è quella che coinvolge una improvvisa corrente ascensionale che ha spiaggiato migliaia di gamberetti sull’arenile di San Montano, provocandone la morte.

La fine della storia dei gamberetti a Ischia

C’era chi parlava di avvelenamento, ma a mettere in dubbio la teoria della morte dovuta all’inquinamento c’è il fatto che sulla spiaggia fossero presenti solo gamberetti e non altre specie marine. C’era chi ricorda il ritrovamento del capodoglio «Leopoldo», trovato morto alla vigilia di Natale sugli scogli della spiaggia degli innamorati. Il cetaceo però era morto già da una decina di giorni e presentava evidenti segni di denutrizione. Una cosa è certa: quei gamberetti, appartenenti alla specie “Krill Mediterraneo”, a prescindere dalle cause del decesso non possono assolutamente essere mangiati, vista l’elevata concentrazione di fluoro in una specie non commestibile.

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via Twitter.com

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa sta seguendo personalmente la vicenda, su cui sono al lavoro la Guardia costiera di Ischia e i ricercatori della stazione zoologica marina Anton Dohrn di Napoli. Anzitutto si è stabilito che si tratta di crostacei adulti, di circa 5 cm, appartenenti alla specie “Meganyctiphane norvegica”, meglio conosciuta come il “Krill Mediterraneo”, fonte di nutrimento privilegiata per la balenottera comune. La loro presenza è solitamente associata a condizioni di mare pulito, trattandosi di una fauna marina che viene facilmente distrutta da agenti inquinanti.

Un fenomeno anomalo ed episodico

“Questi organismi sono tipici di ambienti profondi e sciamano nuotando lungo la colonna d’acqua, raggiungendo di notte gli strati più superficiali per alimentarsi”, è scritto in una nota congiunta della Guardia Costiera e della stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli. “Lo spiaggiamento che si è potuto osservare – si aggiunge – è un fenomeno anomalo ed episodico, dovuto a particolari condizioni di corrente ascensionale capaci di catapultare sulla riva tali crostacei. I ricercatori stanno approfondendo le analisi sugli organismi e sull’acqua di mare per escludere qualsiasi dubbio su possibili effetti derivanti dall’inquinamento.gamberetti spiaggiati ischia vulcano - 2

Allo stato attuale, appare improbabile, infatti, tale ipotesi in quanto non è stato rilevato un analogo spiaggiamento per altri organismi sensibili”. I ricercatori “non ravvisano nessun legame con lo spiaggiamento del capodoglio dello scorso 24 dicembre 2018“, vittima dell’inquinamento marino perché nel suo stomaco furono ritrovate buste di plastica e fili di nylon.

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