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La storia infinita dei lavori sul viadotto della Magliana

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I lavori per il  ripristino delle barriere di sicurezza e della segnaletica sul viadotto della Magliana a Roma sono iniziati il 21 agosto. Dopo più di tre mesi i cantieri non sono ancora stati chiusi e gli automobilisti sono costretti a fare lo slalom tra restringimenti di carreggiata e lunghe code. L’odissea quotidiana dei pendolari avrebbe dovuto terminare quasi subito: il 15 settembre. Il termine dei lavori però è stato poi posticipato posticipato al 30 ottobre, poi al 6 novembre, poi al 29 novembre e oggi è il 4 dicembre e i lavori sono ancora “in corso”.

Duecento metri di cantiere infinito

Il 16 novembre l’assessora ai Lavori Pubblici Margherita Gatta aveva spiegato agli automobilisti infuriati che i lavori di sostituzione dei guardrail stavano procedendo “a ritmo serrato” precisando che non si trattava di un lavoro semplice ma di un genere di lavori che “richiede un certo tempo”. La conclusione prevista per il cantiere – annunciava l’assessora – “è prevista per la fine di novembre, tempo meteo permettendo”. Tempo stimato per la fine dei lavori: 97 giorni in luogo dei 23 giorni previsti all’apertura del cantiere.

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Un conto infatti è svolgere i lavori durante il periodo estivo, quando il traffico è meno intenso, un altro invece è tenere un cantiere aperto fino a dicembre. Ieri era il 3 dicembre e Luce Verde – il sito che dà gli aggiornamenti sullo stato della mobilità nella Capitale segnalava la presenza del restringimento della carreggiata in direzione Fiumicino a causa dei lavori e la presenza di possibili rallentamenti nelle ore di maggior traffico. Più che possibili i rallentamenti, vista l’importanza dell’arteria stradale, sono certi. E alcuni automobilisti lamentano di aver impiegato più di mezz’ora per percorrere il viadotto.

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Nel frattempo sul viadotto – già “protagonista” dell’esperimento della giunta municipale sul senso di marcia opposto – era apparso uno striscone con scritto “4 mesi x 170 metri? Ostaggi della Raggi”.

Gli automobilisti ringraziano

I disagi non si limitano agli imbottigliamenti di chi deve percorrere il viadotto. Come spiegava già a metà novembre Valerio Garipoli (Capogruppo di Fratelli d’Italia al Municipio XI) «un cantiere di poche centinaia di metri è capace di bloccare un intero quadrante», questo perché molti automobilisti per evitare di rimanere bloccati  «cercano altre strade, intasando la via del Mare e l’area di viale Marconi e piazzale Meucci». Certo, c’è stata una settimana di maltempo ma non giustifica il fatto che i lavori ci stiano impiegando quattro volte il tempo previsto inizialmente.

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Alcuni utenti riferiscono di non aver più visto nessuno lavorare sulle barriere di protezione. Altri invece riportano le giustificazioni addotte dal direttore dei lavori che – interpellato – ha spiegato che il ritardo è causato da alcuni contrattempi nella fornitura delle barriere da installare da parte della ditta produttrice. Non si sa se questa è la vera motivazione del nuovo rinvio della chiusura del cantiere o se si tratta di una scusa detta lì per lì per togliersi di torno l’automobilista infuriata.

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Per cercare di smuovere un po’ le cose qualcuno ha pensato di aprire una petizione su Change.org per chiedere alla sindaca Virginia Raggi e soprattutto al Simu, il dipartimento per lo Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana, di darsi una mossa.

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Tra poderose arrabbiature e una buona dose di rassegnazione il mistero rimane, nessuno sa quando (e se) davvero finiranno i lavori di manutenzione straordinaria sul viadotto della Magliana. La speranza è che manchino pochi giorni, ma visti i numerosi rinvii il rischio che il cantiere arrivi a ridosso delle festività natalizie è dietro l’angolo.

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