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Filippo Storer: il ragazzo che ha difeso Arturo Scotto dall’aggressione fascista

“Ero in piazza San Marco con amici. Ma in quel momento li avevo persi di vista ed ero solo. A un certo punto ho sentito quei ragazzi che urlavano le frasi su Anna Frank e sul Duce. E ho visto quel signore… ”

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Il Fatto Quotidiano torna oggi sull’aggressione subita da Arturo Scotto a Venezia a Capodanno, raccontando la storia del ventenne Filippo Storer, che la notte di Capodanno in piazza San Marco a Venezia è intervenuto per difenderlo.

“Ero in piazza San Marco con amici. Ma in quel momento li avevo persi di vista ed ero solo. A un certo punto ho sentito quei ragazzi che urlavano le frasi su Anna Frank e sul Duce. E ho visto quel signore… ”. Chi, Scotto, l’ex parlamentare? “Ecco, sì, chiedeva di smettere. Ma loro gli sono andati addosso e hanno cominciato a dargli un sacco di pugni”. Tu che cosa hai fatto? “Bè, mi sono messo in mezzo, con le spalle verso il signore e la sua famiglia e la faccia verso i ragazzi”.

Ma perché lo hai fatto? “Non ci ho pensato, mi è venuto d’istinto, era giusto così, dovevo farlo. Ho visto quell’uomo (Scotto, ndr), sua moglie e il figlio spaventati e presia botte esono intervenuto…punto e basta”. A Filippo sembra normale anche se intorno altra gente non muoveva un dito: “Forse non si sono accorti di ciò che succedeva o magari hanno avuto paura che qualcuno potesse prendere una bottiglia…posso capirlo”. Ma tu no? “Non ci ho pensato”. Inutile cercare di strappargli una scintilla di compiacimento: “Mio padre e mia madre mi hanno insegnato così”.

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Sembra già tutto archiviato: “C’è qualcuno che mi ha detto che sono un eroe nazionale…”, ride, “a me non sembra di aver fatto niente di eccezionale”.E i tuoi amici cosa ti hanno detto? “Che ho fatto bene, ma poteva scapparci una bottigliata”. È intervenuto per questo Filippo, ha visto una famiglia in difficoltà. Tutto qui, la politica non c’entra granché: “Sì, seguo qualcosa, cerco di informarmi.Ma niente destra osinistra. Il fascismo? Non mi piace…hanno fattocose brutte…poi la violenza, l’odio…io non sono così”.Filippo difende il suo Veneto:“Non è vero che siamo razzisti o fascisti”. Ma non hai paura che adesso gli amici dei fascisti ti rompano le scatole? “No, in tanti mi hanno detto che ho fatto bene, anche nel mio paese. Non mi sento solo”.

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