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I due ragazzi fermati e identificati dalla Digos a Settimo Torinese perché erano in piazza contro Salvini

Continuano le contestazioni al ministro dell’Interno impegnato nel suo abituale tour elettorale. Durante la tappa piemontese la Polizia ha fermato due fidanzati “colpevoli” di essere stati definiti dal palco “figli di papà dei centri sociali” da Salvini: la mamma di uno dei due afferma che il ragazzo è stato malmenato

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Giornata difficile per Matteo Salvini a Settimo Torinese. Il comizio del segretario della Lega non è andato come sperava e il ministro non è riuscito a nascondere l’irritazione con gli addetti al servizio d’ordine per la presenza di numerosi contestatori in fondo alla piazza. Niente baci, abbracci e Nutella, ma un sonoro «ma le pare normale una cosa del genere, e che cazzo! rivolto al responsabile dell’ordine sulla piazza».

Non è che Salvini è un po’ nervosetto?

L’episodio, immortalato in un video condiviso ovunque sembra scalfire la proverbiale immagine del Salvini dalla calma olimpica, quello sempre pronto a porgere l’altra guancia per far vedere che è superiore rispetto a coloro che lo contestano. A quanto pare anche il ministro dell’Interno, nel suo piccolo, è un bel rosicone.

Di tutto questo ovviamente non c’è traccia nei post ufficiali dove si sottolinea la grande accoglienza ricevuta. Nessun accenno a polemiche e contestatori come invece accadeva fino a qualche settimana fa. Forse finché erano pochi al ministro conveniva sfotterli, ora che lo seguono ovunque meglio ignorarli, e al limite andare a piangere in televisione di quanto odio immeritato (proprio lui, che da sempre ama l’Italia e tutti gli italiani) ci sia nei suoi confronti.

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In un altro post invece al solito si lascia intendere che il ministro sarebbe addirittura vittima di una censura (una tattica già adottata in occasione delle amministrative siciliane) «ovviamente giornali e tivù NON faranno vedere queste immagini» si legge in un post che si conclude con il classico del buonismo salviniano «agli altri lascio le polemiche, io mi tengo il lavoro e l’affetto».

Le contestazioni a Salvini a Settimo Torinese

Ma a Settimo Torinese è successo anche dell’altro. A contestare Salvini non c’erano “i 50 figli di papà dei centri sociali” ma un gruppo di studenti che non ha messo le mani addosso a nessuno (come temeva il ministro) e che si è limitato semplicemente ad urlare slogan e a mostrare fogli di carta con scritto “-1”. Quel “meno uno” è il voto che non daranno alla Lega. Alla contestazione dei presunti centri sociali (spauracchio salviniano) si erano unite anche delle maestre.

Tutti i pericolosi contestatori erano tenuti a margine del comizio. E a quanto pare alcuni di loro sono stati presi di peso e trascinati via dalla Digos. A denunciare l’episodio è la madre di uno dei ragazzi fermati che su Facebook scrive: «mio figlio e la sua ragazza, oggi in piazza a contestare pacificamente e democraticamente il vostro ministro di sto cazzo. Prima malmenati, poi portati via con la forza da poliziotti in borghese. Davide chiuso in una camionetta, fotosegnalato, messo sotto interrogatorio. Davide tornato a casa da poco, con addosso segni evidenti».

Nel video si vede la coppia di fidanzati mentre viene portata via dalla piazza. Il breve filmato è stato poi condiviso anche dal giornalista Daniele Cinà sulla sua pagina Facebook. E proprio nei commenti è intervenuta la madre di Davide che ha fornito ulteriori dettagli su quello che era successo dopo che il figlio e la fidanzata sono stati portati via.

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In molti infatti hanno accusato – come ha fatto Salvini dal palco – i ragazzi di avere “poca educazione” e di non averne ricevuta abbastanza dai genitori. La signora invece ribadisce che il figlio «era in quella piazza per sua scelta, in autonomia, senza compagni di merenda, né armi o atteggiamenti di sfida. Si è trovato nel mezzo, picchiato, fotosegnalato e sbattuto in una camionetta. Senza aver fatto NULLA». Secondo la versione della madre del ragazzo l’unica colpa di Davide era quella di essere in piazza ad esercitare un suo diritto: quello di contestare il politico di turno e le sue idee. Chi è il rosicone allora, Salvini o quelli che si macchiano del terribile reato di non essere d’accordo con lui?

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