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Il festino gay con droga nel palazzo del Sant'Uffizio

palazzo dell'ex sant'uffizio

Un monsignore, segretario di un porporato a capo di un dicastero della Curia Romana, è stato fermato dalla gendarmeria dopo che in un blitz all’interno di un appartamento nel palazzo dell’ex Sant’Uffizio era stato trovato nel pieno di un festino gay a base di droga. A parlarne oggi è il Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Francesco Antonio Grana.

Il festino gay con droga nel palazzo del Sant’Uffizio

Secondo il Fatto l’uomo è stato ricoverato per un breve periodo nella clinica romana Pio XI per disintossicarsi dalle sostanze stupefacenti, e attualmente è in ritiro spirituale in un convento in Italia.

In Vaticano bocche cucite o quasi sull’operazione delicatissima svolta dagli uomini comandati da Domenico Giani. Qualcuno si lascia scappare di essersi lamentato più volte per un continuo via vai. All’interno dei sacri palazzi spiegano che l’apparta mento dove si consumavano i festini non doveva essere assegnato al segretario di un capo dicastero. Si tratta, infatti, di un’abitazione riservata ai superiori: prefetti, presidenti o segretari della Curia romana e non semplici monsignori.
Così come aveva destato diversi malumori che il presule in questione avesse una macchina lussuosa con la targa della Santa Sede, anche questa riservata ad alti prelati. Evidentemente, proprio questo veicolo consentiva di trasportare la droga senza essere mai fermato dalla polizia italiana.

palazzo dell'ex sant'uffizio 1
I fatti sono avvenuti qualche tempo fa e ovviamente non c’è alcuna comunicazione ufficiale della Santa Sede riguardo l’accaduto. Il monsignore beccato sul fatto adesso è in ritiro spiriturale e ci rimarrà per mesi. L’ingresso principale del palazzo dà direttamente su piazza del Sant’Uffizio che si trova su territorio italiano e quindi al di fuori del controllo delle Guardie Svizzere e della Gendarmeria vaticana.

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