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La festa dei Benetton a Cortina

gilberto benetton

Nei giorni scorsi La Verità ha raccontato di una festa organizzata dai Benetton a Cortina dove hanno ospitato una novantina di invitati nella villa di Giuliana. Erano quasi tutte persone di famiglia o colleghi imprenditori soprattutto dell’area di Treviso. Tutti in piedi per un aperitivo, poi seduti per un menù di pesce – un risotto e il branzino in forno – e un dolce, senza rinunciare al vino e ai brindisi. Costo complessivo, si dice, intorno agli 8mila euro, 90 euro a testa. Una festa? “Macché”, avevano commentato i Benetton, “soltanto un modo per ritrovarsi e ricordare il nostro Carlo scomparso nel luglio scorso”. Oggi il Fatto Quotidiano rincara la dose parlando di un’altra festa andata in scena la sera del 14 agosto, poche ore dopo la tragedia di Genova, quando una rampolla della famiglia Benetton ha festeggiato il compleanno del marito con una quarantina di invitati.

SIAMO sul Lago Ghedina, uno dei gioielli di Cortina. Uno specchio d’acqua verde smeraldo che riflette i colori dei boschi delle Tofane. E in fondo una baita di legno dove da decenni trova rifugio la crème ampezzana per le sue feste. È la scenografia che Sabrina Benetton, 44 anni, ha scelto per festeggiare degnamente il compleanno del marito, Ermanno Boffa, 52.

Una coppia d’oro: lei figlia di Gilberto, uno dei fratelli ai vertici della dinastia. Lui commercialista rampante, a capo di uno dei principali studi di Treviso. Non solo: dopo la recente morte di Carlo si prepara una redistribuzione dei poteri nel gruppo e Boffa è tra i papabili – ora che Alessandro, figlio di Luciano, ha preso altre strade –per assumere un ruolo importante nel gruppo

festa benetton cortina

L’articolo racconta anche di un’amica di famiglia che si sbilancia: “Io non ne so niente, sono troppo vecchia. Ma mettetevi nei loro panni… come potevano annullare l’appuntamento con ospiti magari arrivati dall’estero. Io li conosco i Benetton, sono distrutti”. Più in generale, la notizia delle due feste pubblicata su due giornali che oggi appoggiano la linea di Lega e M5S sembra più che altro un modo per aizzare le folle contro i “colpevoli annunciati” – al netto di ogni valutazione tecnica e giuridica – del crollo del Ponte Morandi sul viadotto Polcevera. In attesa del giusto processo…

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