La macchina del funky

Fausto Scandola: il dirigente espulso e la CISL da rifondare

Fausto Scandola è il dirigente della CISL espulso qualche settimana fa per aver contestato stipendi, pensioni e cumuli del sindacato. Per lui è stata aperta una petizione su Change.org, mentre oggi, parlando con il Fatto, l’ex dirigente parla della situazione e racconta come è andata la sua storia:

“Credo che stavolta sia scattato qualcosa e che non sarà possibile fermare il vento di cambiamento che si va formando”. Lui invita a non strappare la tessera del sindacato: “Semmai sono coloro che hanno percepito redditi da nababbi e non da sindacalisti che devono scusarsi con i tesserati”e non chiude alla possibilità del suo rientro in Cisl: “La Cisl è la mia casa. Ma non rientrerò dalla porta di servizio né con qualche baratto; spero dirientrare grazie ad un cambiamento della situazione ”. Scandola ha una storia sindacale di tutto rispetto: iscritto dal 1968 è impegnato nel volontariato e non nasconde l’amarezza per lo stato in cui versa il sindacato. “Soprattutto a livello territoriale, dice, i sindacati non ce la fanno, i tesserati diminuiscono, tranne quando ci sono situazioni disperate come la disoccupazione. Anche per questo si ricorre ad altre fonti di finanziamento”.

fausto scandola

Il tema degli Enti bilaterali lo trova pertinente e spiega come, nel settore del Commercio e Turismo, funzioni il sistema: “Esistono quattro pilastri basati sulla contrattazione e sul rapporto con le parti datoriali: i fondi di assistenza sanitaria, gli Enti bilaterali, i Fondi previdenziali e i Fondi paritari interprofessionali per la formazione. Questi strumenti muovono molti soldi, vedono il ruolo attivo di ex dirigenti sindacali, magari con una buona pensione, formano consigli di amministrazione mai inferiori a sei”. “Vadetto, aggiunge,chese lerisorse vengono a volte drenate dai dirigenti sindacali c’è un movimento analogo anche da parte datoriale. Tutto ciò impone una riflessione ed un maggiore scrupolo su come vengono spesi i soldi del sindacato. Per il bene di lavoratori e pensionati. E per il bene del sindacato stesso”. Insomma,ce n’è abbastanza per mettereatema larifondazionedel sindacato. Scandola ci crede: “Il sindacato è da riformare, ed è bene cominciare al più presto”.

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