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Il Fatto e il M5S che parla come Berlusconi

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Il Fatto Quotidiano va all’attacco del MoVimento 5 Stelle che su Salvini “parla come Berlusconi”, in occasione dell’assemblea dei senatori grillini che ieri è andata in scena a Palazzo Madama. Racconta il quotidiano che c’è una netta spaccatura nel gruppo ma la maggior parte degli eletti vuole salvare Salvini, come da volontà di Di Maio (sia fatta la sua volontà!).

Da una parte c’è la vecchia guardia, quella dei senatori al secondo mandato come Nicola Morra, Laura Bottici e Matteo Mantero, che sostengono la necessità di “non rinnegare i vecchi principi”, quindi di votare sì al rinvio a giudizio. E dall’altra molti dei nuovi eletti, convinti che la questione che non fa dormire Salvini sia tutta un’altra storia dalle vecchie vicende di casta, quelle in cui le richieste dei giudici sbattevano contro l’immunità dei parlamentari.

Er go ,“i giudici non possono pretendere di processare il governo”come teorizza una senatrice. In linea con molti nuovi, che sono di più, sono la maggioranza. Ed è lo specchio della mutazione del M5S, dove anni fa la rotta la indicavano Casaleggio padre e Grillo, il fondatore che giorni fa twittava “Minenna alla Consob” e ieri ha sbattuto contro la nomina di Savona. Mentre ora il gioco lo smista il capo politico Di Maio, in collaborazione e pure concorrenza con il presidente del Consiglio Conte, “l’avvocato del popolo” che è l’aedo del no al processo a Salvini: in nome del diritto e del tirare avanti.

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Rimane aperta la possibilità di un voto online per salvare Salvini, come si raccontava ieri. Ma l’orientamento dei senatori è chiaro: bisogna salvare Salvini, anche perché sennò cade il governo e si rischia di andare tutti a casa:

INVECE Emanuele Dessì, al primo mandato, invita a tenere conto “non solo dei principi costituzionali ma anche della politica”. E ricorda: “Il Movimento è nato anche per cancellare le differenze di trattamento tra politici e normali cittadini”. L’assemblea si scioglie, e i senatori appaiono. “Voteremo tutti allo stesso modo, ma il caso Salvini è differente da ogni altro su cui si è votato sull’immunità”, precisa Ugo Grassi, docente di Diritto civile a Napoli.